Ankara ha condannato la decisione e ne ha chiesto la revoca sulla base dei principi giuridici Onu sui territori palestinesi. Per Bogotà è un passo per rilanciare i rapporti con Israele
La Turchia ha condannato lo spostamento dell'ambasciata colombiana da Tel Aviv a Gerusalemme, invitando il governo di Bogotà a revocare la decisione.
In una nota diffusa dal ministero degli Esteri si afferma che la decisione è in contrasto con i principi giuridici richiamati nelle risoluzioni 476 e 478 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e nel parere consultivo della Corte internazionale di giustizia.
Nella dichiarazione si sottolinea che Gerusalemme Est è parte integrante dei territori palestinesi occupati. Tutti gli Stati sono invitati a evitare decisioni che possano compromettere lo status storico e giuridico della città.
Il ministero ha ribadito che l’unica via per una pace giusta e duratura nella regione è la creazione di uno Stato di Palestina indipendente e sovrano, con capitale Gerusalemme Est e basato sui confini del 1967. La risoluzione 478 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu aveva chiesto ai Paesi che avevano aperto rappresentanze diplomatiche a Gerusalemme di ritirarle dalla città.
Il 14 ottobre la Colombia ha trasferito la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme.
Il ministero degli Esteri colombiano ha definito il passo una "svolta diplomatica" che consolida il ripristino delle relazioni con Israele e apre una nuova fase di cooperazione strategica tra i due Paesi.
Presente alla cerimonia, il ministro degli Esteri Omar Bula ha dichiarato che il trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme è "un’espressione visibile della volontà di ristabilire il dialogo, rafforzare la fiducia reciproca e definire un’agenda che porti benefici concreti ai cittadini".
Bogotà ha indicato come priorità dell’agenda di cooperazione i settori della sicurezza, della difesa, del commercio, degli investimenti, della scienza e della tecnologia.
Netanyahu loda "il coraggio e la lungimiranza" della Colombia
Intervenendo alla cerimonia di inaugurazione, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato la decisione della Colombia di spostare la propria ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme, affermando che il presidente Abelardo de la Espriella ha dimostrato "grande coraggio e lungimiranza".
Netanyahu ha definito "un grande sviluppo" il fatto che la Colombia sia diventata il decimo Paese ad avere un’ambasciata a Gerusalemme e ha aggiunto: "La Colombia non ha un amico migliore di Israele. Israele non ha un amico migliore della Colombia".
Il premier ha sostenuto che i due Paesi condividono un’eredità giudaico-cristiana e ha espresso il desiderio di rafforzare in futuro la cooperazione nei settori della sicurezza, dell’agricoltura, delle risorse idriche e dell’intelligenza artificiale.
Netanyahu ha sostenuto che l’amicizia tra Israele e l’America Latina sta tornando a rafforzarsi e ha criticato i precedenti governi, accusandoli di aver deteriorato le relazioni con Argentina, Messico, Brasile e Colombia a causa di una "alleanza woke globale". Ha affermato che Israele e Colombia si trovano dalla stessa parte nella lotta tra "civiltà e barbarie".
Il nuovo presidente colombiano de la Espriella, dopo la vittoria alle elezioni, aveva annunciato a luglio l’intenzione di trasferire l’ambasciata a Gerusalemme.
De la Espriella aveva definito la decisione uno dei suoi impegni elettorali e aveva dichiarato di voler rafforzare la presenza diplomatica del Paese dove si aprono opportunità strategiche, annunciando la sospensione del piano per l’apertura di un’ambasciata colombiana in Palestina, a Ramallah.
Il presidente Petro aveva rotto le relazioni con Tel Aviv
La decisione segna un netto cambio di rotta rispetto alla politica seguita nei confronti di Israele sotto l’ex presidente Gustavo Petro.
A causa dell'intervento israeliano a Gaza, Petro aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel maggio 2024 e chiuso l’ambasciata colombiana a Tel Aviv.
Il nuovo governo ha ristabilito i rapporti nell’agosto 2026. In seguito alla risoluzione 478 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, nel 1980 la Colombia era tra i Paesi che avevano trasferito la propria missione diplomatica da Gerusalemme a Tel Aviv; ora ha riportato l’ambasciata a Gerusalemme dopo 46 anni.
Israele considera l’intera Gerusalemme come propria capitale, mentre i palestinesi vedono Gerusalemme Est, occupata nel 1967, come futura capitale del loro Stato.
La maggior parte dei Paesi, compresa l'Italia, mantiene l’ambasciata a Tel Aviv, sostenendo che lo status della città debba essere definito attraverso i negoziati. Anche il ministero degli Esteri palestinese ha condannato la decisione della Colombia e ha invitato Bogotà a tornare sui propri passi.