LVMH, leader mondiale del lusso, afferma che nel terzo trimestre le vendite sono leggermente salite, nonostante il calo della domanda in Cina che ha colpito moda e pelletteria.
Il colosso del lusso, un tempo l'azienda quotata più preziosa d'Europa, ha registrato ricavi per 18,5 miliardi di euro nei tre mesi fino alla fine di settembre.
Il gruppo, che controlla marchi come Louis Vuitton, Dior, Celine e il produttore di alcolici Hennessy, ha visto i ricavi aumentare dell'1,2% su base annua nel terzo trimestre, dopo un rialzo dello 0,1% nel secondo trimestre e un calo del 5,9% nel primo.
La crescita organica delle vendite, che esclude l'effetto delle valute e le modifiche al portafoglio di attività del gruppo, è però risultata inferiore alle attese. Il ritmo è rallentato all'1% nel terzo trimestre, rispetto al 3% del secondo.
Nel complesso, nei primi nove mesi dell'anno le vendite hanno raggiunto 57,1 miliardi di euro, con un aumento organico del 2%.
In un comunicato, la società ha rivendicato la diversificazione del proprio portafoglio, sottolineando che offre resilienza in un contesto geopolitico ed economico incerto.
LVMH ha segnalato una buona crescita delle vendite negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone, mentre in Cina lo scenario è apparso meno favorevole.
Di conseguenza, la divisione moda e pelletteria ha registrato un calo organico delle vendite del 5%, penalizzata dalla minore domanda nella seconda economia mondiale. La flessione è stata più marcata dei circa 2% attesi dagli analisti, secondo Deutsche Bank.
Louis Vuitton ha visto anche la propria immagine pubblica deteriorarsi in Cina dopo aver citato in giudizio la società locale di tè Molly Tea, accusata di aver copiato il suo logo. Pur avendo vinto la causa, la disputa ha scatenato un'ondata di indignazione sui social media e appelli al boicottaggio del marchio.
Nel complesso, il trimestre si è rivelato un passo indietro per la divisione moda e pelletteria, poiché il calo delle vendite è arrivato dopo il primo aumento organico in due anni registrato nel trimestre precedente.
La divisione distribuzione selettiva di LVMH, che comprende la catena di profumerie e cosmetici Sephora, ha invece messo a segno un incremento organico delle vendite dell'8%, mentre le attività di orologi e gioielli e quelle di vini e alcolici hanno entrambe registrato una crescita organica del 6%.
Secondo gli analisti di Deutsche Bank, i risultati potrebbero spingere a ulteriori revisioni al ribasso delle previsioni di utili per la seconda metà del 2026 e per il 2027.
"È difficile capire cosa potrebbe cambiare il sentiment degli investitori nel breve periodo", hanno scritto, pur ritenendo questa debolezza di natura ciclica e non strutturale.
"Nel complesso, la ripresa sta richiedendo più tempo a causa della domanda cinese più debole, ma l'azienda non la considera un problema strutturale. Le iniziative sui marchi stanno dando risultati e si aspettano che queste misure 'bottom-up' producano effetti in modo più graduale", hanno aggiunto.
Il titolo LVMH ha perso quasi il 40% dall'inizio dell'anno. A settembre, L'Oréal ha superato il gruppo, diventando la società quotata di maggior valore in Francia. Il prezzo delle azioni LVMH era in calo di oltre l'1,6% intorno alle 10:00 CEST a Parigi.