Ken McCallum, capo dei servizi segreti inglesi, ha sottolineato come l'intensificarsi dei presunti attacchi ibridi russi in Europa sia coinciso con dei progressi militari in Ucraina minimi a fronte di un enorme costo umano
Il direttore generale dei servizi segreti interni britannici, l'MI5, ha avvertito martedì che la Russia resta "l'aggressore numero uno" in un contesto di minacce crescenti da parte di Stati stranieri. Nel suo discorso annuale dalla sede dell'intelligence inglese di Thames House, a Londra, Ken McCallum ha spiegato che l'MI5 oggi "dedica più risorse al contrasto delle minacce statali rispetto al periodo della Guerra fredda".
"Le forze armate e i servizi di intelligence russi stanno nuovamente intensificando i tentativi di condurre una guerra ibrida, facendo attenzione a non varcare la soglia dell'articolo 5 della Nato, che sarebbe un errore gravissimo", ha aggiunto.
Mosca vuole "destabilizzare" le nazioni europee, secondo i servizi segreti inglesi
Negli ultimi mesi diversi Paesi hanno accusato Mosca di essere all'origine di attacchi ibridi sul territorio europeo, tra cui Germania ed Estonia. Berlino ha attribuito alla Russia un attacco con droni all'aeroporto di Lipsia/Halle ad agosto, mentre Tallinn ha denunciato che i servizi speciali russi avrebbero ordinato un incendio contro l'industria di armamenti Milrem Robotics, sempre ad agosto.
Secondo McCallum, questi episodi rientrano in un piano russo volto a "destabilizzare" le nazioni europee, mentre prosegue la guerra in Ucraina, iniziata nel febbraio 2022 con l'invasione su larga scala del Paese da parte di Mosca. McCallum ha evidenziato che l'intensificazione delle presunte minacce ibride russe coincide con progressi militari in Ucraina "minimi e dal costo spaventoso".
Lo stesso dirigente ha poi aggiunto che il Cremlino si starebbe affidando a intermediari per compiere gli attacchi: "Con la sua tradizionale presenza clandestina praticamente annientata da quasi mille espulsioni dall'inizio dell'invasione, le opzioni di Mosca sono poche. Per questo lo vediamo affannarsi per pagare criminali che agiscano per suo conto".
Burnham: "Continueremo a sostenere l'Ucraina al 100%"
Il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che il Regno Unito continuerà a sostenere l'Ucraina "al 100%" nonostante i moniti russi sulle "conseguenze". La scorsa settimana Burnham ha ribadito la sua "totale solidarietà" con Kiev e ha sottolineato che il suo governo andrà oltre con le sanzioni contro la Russia.
"L'Iran mira a colpire installazioni militari"
Nel suo intervento McCallum ha parlato anche dell'Iran, definendolo un altro Stato "determinato ad appaltare la propria violenza nel Regno Unito" e spiegando che Teheran punta a "espandere" la sua campagna ibrida: "Oggi continuiamo a vedere la ormai nota intenzione iraniana: usare intermediari criminali per cercare di intimidire oppositori, organizzazioni mediatiche iraniane e obiettivi israeliani".
Nell'ultimo anno, ha aggiunto, le operazioni riconducibili all'Iran hanno portato a oltre 50 arresti. Gran parte dell'aggressività avrebbe avuto come bersaglio le comunità ebraiche britanniche, ma che Teheran mira anche a colpire "obiettivi più difficili, come installazioni militari".
Le dichiarazioni giungono dopo che Burnham ha riferito al parlamento, lunedì, che un episodio in una base aerea britannica che ospita reparti dell'aeronautica militare statunitense è stato "quasi certamente orchestrato" dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane.
In manette sette persone nel Regno Unito sospettate di voler organizzare attentati
Il 27 settembre cinque uomini sono stati arrestati nei pressi della base dell'aeronautica inglese di Fairford, nel Gloucestershire, nel sud-ovest dell'Inghilterra, sospettati dapprima di detenzione illegale di esplosivi, quindi accusati di preparazione di un attentato terroristico. In seguito sono stati però rilasciati su cauzione dalla polizia.
Poco dopo le stesse forze dell'ordine hanno arrestato un altro uomo, un 25enne con doppia cittadinanza britannica e iraniana, a Londra. Un cittadino britannico di 22 anni è finito poi in manette il 6 ottobre, sempre nella capitale. Entrambi sono stati liberati su cauzione. Secondo l'unità antiterrorismo del Regno Unito, gli inquirenti "continuano a esplorare ogni pista investigativa".