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Il caccia del futuro prende forma a Torino: mille posti di lavoro per il programma GCAP

Concept image dell'aereo GCAP in pattuglia
Concept image dell'aereo GCAP in pattuglia -  Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
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Leonardo, BAE Systems e Giappone accelerano sul nuovo sistema aereo da combattimento: Torino ospiterà fino a mille addetti di Edgewing entro il 2029

Torino diventa uno dei centri strategici del caccia di nuova generazione che Italia, Regno Unito e Giappone stanno sviluppando insieme. Il 9 ottobre è stata inaugurata la sede italiana di Edgewing, la società incaricata di progettare e sviluppare il futuro sistema aereo da combattimento del programma GCAP. Il progetto punta a entrare in servizio nel 2035 e potrebbe portare nella filiera aerospaziale piemontese migliaia di posti di lavoro altamente qualificati.

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Un nuovo centro di ingegneria per il caccia del futuro

La sede si trova negli stabilimenti Leonardo di corso Francia, a Torino, ed è la prima struttura nazionale di Edgewing ad aprire fuori dal Regno Unito. Qui lavoreranno insieme ingegneri italiani, britannici e giapponesi, mentre nei prossimi mesi sono previste altre due sedi, nel Regno Unito e in Giappone.

Edgewing è la joint venture costituita da Leonardo per l'Italia, BAE Systems per il Regno Unito e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd. (JAIEC) per il Giappone. I tre partner detengono quote paritetiche e condividono lo sviluppo del velivolo.

La società avrà la responsabilità della progettazione e dello sviluppo del caccia per tutto il suo ciclo di vita, comprese le attività di ingegneria, certificazione e sicurezza del volo. L'obiettivo è mettere in comune le competenze industriali dei tre Paesi e accelerare la realizzazione di un sistema militare destinato a sostituire gli attuali velivoli da combattimento di nuova generazione.

Mille addetti a Torino e altri mille in Leonardo

Il progetto ha ricadute importanti anche sul piano occupazionale. A regime, previsto entro il 2029, Edgewing Italia dovrebbe arrivare a circa 1.000 addetti. A questi si aggiungeranno oltre 1.000 persone di Leonardo impegnate nelle attività legate al programma, soprattutto tra Torino e Caselle.

L'apertura della sede rafforza il ruolo del Piemonte nell'industria aerospaziale internazionale, grazie a competenze già consolidate nella progettazione e nello sviluppo di velivoli militari. Il coinvolgimento di fornitori specializzati, aziende tecnologiche e imprese della filiera potrebbe estendere gli effetti economici dell'investimento ben oltre il personale direttamente impiegato nel programma.

La scelta di Torino non è casuale: il territorio ospita da decenni attività aeronautiche di Leonardo e rappresenta uno dei principali poli italiani per l'ingegneria aerospaziale. Il nuovo centro punta a consolidare questa specializzazione, inserendola in una struttura industriale condivisa con gli altri due Paesi partner.

Stealth, intelligenza artificiale e droni: come sarà il nuovo caccia

Il Global Combat Air Programme (GCAP) non riguarda soltanto la costruzione di un nuovo aereo. Il progetto mira a realizzare un sistema di combattimento integrato, nel quale il velivolo sarà in grado di raccogliere e condividere informazioni, collegarsi ad altre piattaforme e coordinare mezzi pilotati e senza pilota.

Il caccia sarà dotato di tecnologie stealth, progettate per ridurne la rilevabilità da parte dei radar, sensori avanzati e sistemi di intelligenza artificiale a supporto dei piloti. Dovrà inoltre poter dirigere droni e altri asset durante le operazioni, assumendo un ruolo di coordinamento all'interno di una rete più ampia.

La capacità di collegare velivoli, sensori e sistemi d'arma sarà quindi centrale quanto le prestazioni del singolo aereo. Il GCAP punta a integrare informazioni provenienti da diversi sistemi per migliorare la consapevolezza della situazione operativa e la rapidità delle decisioni.

Il programma entra nella fase di sviluppo congiunto

L'apertura della sede torinese si inserisce in un percorso industriale già avviato. Ad aprile 2026 è stato assegnato a Edgewing un primo contratto internazionale da 686 milioni di sterline. A luglio è seguito un secondo accordo da 4,6 miliardi di sterline, della durata di 18 mesi, per completare la fase avanzata di definizione del progetto e proseguire verso la progettazione di dettaglio e lo sviluppo congiunto del velivolo.

La sede centrale di Edgewing e l'organizzazione governativa internazionale del GCAP si trovano a Reading, in Inghilterra. I centri nazionali, invece, permetteranno ai tre Paesi di contribuire direttamente alle attività di ingegneria attraverso squadre congiunte.

Resta da distinguere la progettazione dalla produzione: l'apertura di Torino non significa che siano già definiti tutti gli assetti industriali per costruire e assemblare il caccia. Le attività produttive e le rispettive filiere nazionali costituiscono una parte distinta del programma.

Per l'Italia, il nuovo hub rappresenta comunque un passaggio concreto: ingegneri e aziende nazionali potranno partecipare allo sviluppo delle tecnologie e alle scelte progettuali di un sistema destinato a rimanere operativo per decenni. Il traguardo resta il 2035, quando il nuovo sistema aereo dovrebbe entrare in servizio.

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