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Tre anni dopo il 7 ottobre, Jean-Noël Barrot in Israele: "Non dimenticheremo mai"

Jean-Noël Barrot a settembre 2026
Jean-Noël Barrot, settembre 2026 -  Diritti d'autore  Gonzalo Fuentes/Pool Photo via AP
Diritti d'autore Gonzalo Fuentes/Pool Photo via AP
Di Jean-Philippe Liabot
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Da Beeri a Tel-Aviv, il ministro degli Esteri francese ha reso omaggio alle vittime di Hamas, in un contesto diplomatico teso, pochi giorni dopo il braccio di ferro tra Macron e Netanyahu all'ONU

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot è in Israele nel terzo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023. La visita è iniziata dal kibbutz Beeri, uno dei luoghi più duramente colpiti dall'assalto di Hamas, dove il ministro si è raccolto nei luoghi devastati dall'attacco.

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Secondo il bilancio fornito dall'esercito israeliano, a Beeri furono uccisi 101 civili. Nei combattimenti all'interno del kibbutz persero inoltre la vita 23 soldati e otto agenti di polizia.

Barrot si è poi recato in Piazza degli Ostaggi, a Tel Aviv, diventata dal 7 ottobre uno dei luoghi simbolo della mobilitazione per la liberazione delle persone rapite e portate a Gaza.

"Rendo omaggio alle vittime del 7 ottobre", ha scritto il ministro su X. Barrot ha definito l'attacco di Hamas "il peggior massacro antisemita dalla Shoah", ricordando che 51 cittadini francesi furono uccisi quel giorno.

"Non li dimenticheremo mai. Nulla cancellerà i loro volti né i loro nomi", ha aggiunto.

Secondo il bilancio citato dall'AFP, nell'attacco del 7 ottobre furono uccise 1.221 persone e 251 furono prese in ostaggio e portate a Gaza.

Da Beeri al sito del festival Nova

La visita di Barrot prosegue in altri luoghi simbolo degli attacchi. Il ministro si reca a Nir Oz e sul sito del festival musicale Nova, vicino a Re'im, dove oltre 300 persone furono uccise.

È previsto inoltre un incontro con le famiglie delle vittime, in particolare quelle francesi. Il viaggio è stato presentato da Parigi soprattutto come una missione di commemorazione. Secondo una fonte francese citata dal Times of Israel, non sono previsti incontri con esponenti di primo piano del governo israeliano.

La scelta di Barrot arriva in un momento delicato per i rapporti tra Parigi e Gerusalemme. La Francia continua infatti a sostenere la sicurezza di Israele, ma allo stesso tempo ha riconosciuto lo Stato di Palestina e insiste sulla soluzione a due Stati.

Macron e Netanyahu, lo scontro sulla guerra a Gaza

Solo due settimane fa, all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Emmanuel Macron aveva criticato duramente la situazione a Gaza e in Cisgiordania.

Nel suo intervento a New York, il presidente francese aveva denunciato le violazioni dei diritti dei palestinesi e la violenza dei coloni in Cisgiordania. Aveva inoltre ribadito il sostegno francese alla soluzione dei due Stati e chiesto il rispetto della sovranità palestinese.

Le parole di Macron avevano provocato una dura reazione da parte del governo israeliano. Il presidente francese aveva in particolare contestato l'assenza di progressi sul fronte umanitario a Gaza e affermato che la situazione in Cisgiordania rischia di rendere sempre più difficile la prospettiva di una soluzione a due Stati.

Parigi ha ribadito nelle ultime settimane la propria posizione anche sul piano diplomatico. In una dichiarazione congiunta con Regno Unito e Canada dell'8 settembre, la Francia ha riaffermato il sostegno a "un Israele sicuro e in sicurezza, che viva accanto a una Palestina sicura e in sicurezza", criticando al tempo stesso l'espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.

In questo quadro, la visita di Barrot assume un significato particolare. Nel giorno dedicato alla memoria delle vittime del 7 ottobre, il capo della diplomazia francese ha scelto di concentrarsi sulla commemorazione e sulla solidarietà alle famiglie, mantenendo sullo sfondo le divergenze politiche tra Parigi e il governo di Benjamin Netanyahu.

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