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Come Emirates risponde alle sfide rappresentate dalla pandemia

Di Euronews
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Come Emirates risponde alle sfide rappresentate dalla pandemia
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai
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Tim Clark, presidente di Emirates Airline lavora con l'azienda da oltre trent'anni, dopo averla condotta attraverso diverse crisi, in particolare, recentemente, la pandemia Covid 19.

Euronews: "Dubai è stata una delle prime destinazioni a uscire dal blocco. Come ci è riuscita?

Tim Clark, presidente di Emirates: "È stato uno dei primi paesi, se non l'unico, ad implementare davvero i protocolli per affrontare il COVID, sia circa il distanziamento sociale che per l'uso delle mascherine. Siamo stati in grado di arrivare a un grado di controllo che non molti altri paesi avevano".

Visti i protocolli che abbiamo sui nostri apparecchi, per quanto riguarda le misure igienico-sanitarie; le misure attuate dai nostri equipaggi, nonché tutti gli altri protocolli in materia di servizio di ristorazione; e visto come abbiamo preparato l'aeroporto, ad Emirates siamo giunti alla conclusione che era il momento buono per ricominciare a volare. Anche il governo emiratino è stato d'accordo e così siamo ripartiti. Con la creazione di un corridoio tra Regno Unito e gli Emirati Arabi Uniti, ne abbiamo approfittato e stiamo già assistendo a un forte aumento della domanda. La quantità di prenotazioni è sicuramente aumentata dalla metà di dicembre in poi.

Euronews: "È stato un anno difficile per Emirates, Lei ha recentemente annunciato la prima perdita di esercizio in oltre tre decenni. Ma ha detto di essere molto ottimista riguardo al 2021. Ha detto che si aspetta che l'intera flotta A380 sarà di nuovo operativa. Da dove viene questo ottimismo?"

Tim Clark, presidente di Emirates: "Dal fatto che abbiamo visto le più grandi menti del pianeta nella ricerca medica, nei prodotti farmaceutici, nei governi che hanno riconosciuto che l'unica via d'uscita da questo problema fosse è la rapida produzione di un vaccino molto efficace. Non ho mai visto mai niente fatto così in fretta, eppure è successo.

Per questo ci stiamo organizzando per provare a riattivare la flotta 380 il più rapidamente possibile, in tandem con la crescita della domanda attraverso la nostra rete e speriamo di farl volare tutti gli apparecchi da qui a un anno.

Euronews: "L'amministratore delegato dell'australiana Qantas ha affermato che i passeggeri internazionali dovrebbero prendere il vaccino prima di poter salire a bordo. Spetta alle compagnie aeree imporre questi protocolli alle persone?"

Penso che ciò che determinerà i protocolli fra chi è vaccinato e chi no sarà deciso dall'insieme delle compagnie aeree. E dai paesi in cui queste persone viaggeranno.

I vari paesi avranno vari requisiti di ingresso e le persone dovranno soddisfare queste misure circa l'aver assunto o meno il vaccino. Ci saranno dei requisiti prima del viaggio. Non credo che saranno misure globali anche se mi piacerebbe pensare che il G20 inventasse una specie "misura uguale per tutti". Non sono del tutto sicuro che sarà così. La comunità delle compagnie aeree dovrà accettare, come ha fatto negli ultimi sei mesi, a tutte le esigenze nei vari paesi.

Euronews: "Come fate ad adattarvi a una regolamentazione in perenne cambiamento?"

Tim Clark, presidente di Emirates: "È stata una fatica immane. È ancora una situazione molto fluida fino alla partenza. Ci sono stati momenti in luglio, agosto e settembre c'erano paesi che cambiavano idea ogni 10 minuti".

Euronews: "All'inizio della pandemia, siete riusciti a cambiare abbastanza rapidamente il vostro modello di business e le merci sono diventate una parte cruciale di esso. Continuerete così o state tornando ai voli commerciali?"

Tim Clark, presidente di Emirates: "No al contrario, il trasporto merci continua a eccellere. La domanda è molto, molto forte. La capacità internazionale a lungo raggio è quasi completamente scomparsa. Emirates ha ora 151 dei suoi 777 in volo. Alcuni di loro sono unicamente aerei da trasporto merci. Molti di questi aerei li abbiamo convertiti. L'abbiamo fatto abbastanza presto quando abbiamo visto cosa sarebbe potuto accadere, perché qualunque cosa accada all'economia globale, le merci viaggiano ancora. Oggi serviamo poco più di 104 destinazioni, solo un po' meno rispetto alle 142 abituali. La maggior parte degli aerei sono pieni di merci, ad alto rendimento, quindi siamo stati in grado di introdurre i passeggeri a quei voli. Nel suo insieme, questa operazione ha avuto successo.

Euronews: "Quest'anno ha offerto a Emirates una pausa di riflessione su come procedere con la sua strategia per continuare a diventare più sostenibile?"

Continuiamo a interrogarci sulla nostra impronta ecoologica, ovvero sul carburante per aviogetti che bruciamo, ma anche su tutti gli altri aspetti di come svolgiamo la nostra attività, negli aeroporti, all'interno dell'azienda, ecc. Contiuiamo a monitorare il modo in cui lo facciamo. La nostra impronta ecologica è in calo da molto tempo. I biocarburanti sono ovviamente la via da seguire sotto molti aspetti. Il problema è la scalabilità della produzione. La preoccupazione per me è il fatto che per ottenere una potenza termica equivalente alla potenza di un motore a reazione che utilizza biocarburanti si richiede un'enorme quantità di terra o di mare per la produzione di alghe, ecc. Sarà sempre difficile raggiungere l'equilibrio necessario.

Emirates brucia 100 milioni di barili di petrolio all'anno, che è l'uno per cento ... meglio, la produzione di un giorno, del consumo mondiale. Scendere ancora è abbastanza difficile. Si sente parlare di motori elettrici. Non credo però che sia un progetto realizzabile. È un progetto buono per l'industria automobilistica, ma non per spostare un aereo da 600 tonnellate a 600 miglia orarie su un raggio di 18 miglia che trasporta 500 persone. Non funzionerà.

Euronews: "E cosa ne pensa dell'idrogeno?"

Tim Clark, presidente di Emirates: "Penso che se qualcosa sta per rompere questo dado potrebbe essere l'idrogeno. Già lo stiamo vedendo nel settore automobilistico, ancora non sappiamo davvero se l'idrogeno sia migliore dell'elettrico. Oggi esistono entrambe le auto. Questa sarà la via da seguire.

Euronews: "L'Airbus 380 è un elemento determinante dell'immagine del vostro marchio, ma quell'aereo è sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico come alcuni dei nuovi aerei bimotore come il 787 o l'A350?"

Tim Clark, presidente di Emirates: "L'A380 è sempre quello che viene menzionato come il più insostenibile. Se si può dire così ... è il bambino problematico del mondo dell'aviazione. Ma se si guarda a un A380 abbiamo due classi: affari ed economica, trasporta 615 passeggeri. Immaginiamo quell'aereo sulla tratta Dubai / Londra. Per trasportare seicentoquindici passeggeri nel 787-9, occorrono 2,3 viaggi. Sotto molti aspetti, l'economia di viaggio, l'impronta ecologica del 787 noveè maggiore rispetto a un A380. Per molti aspetti quest'ultimo è un aeroplano migliore per il lavoro a cui è dedicato. E comunque la nostra compagnia si propone di ridurre progressivamente la propria impronta ecologica.