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Gli accordi fra Israele e gli Emirati danno già i primi frutti economici

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Gli accordi fra Israele e gli Emirati danno già i primi frutti economici
Diritti d'autore  euronews   -   Credit: Dubai
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In quest'episodio di Business Line: come la normalizzazione tra Israele ed Emirati Arabi vada a vantaggio delle imprese di entrambi i paesi; i timori dei produttori vinicoli californiani dopo gli incendi; e il boom degli "uffici flessibili" con la diffusione del telelavoro imposta dalla pandemia.

Gli accordi di Abramo, una manna per le imprese emiratine e israeliane

Dalla normalizzazione dei rapporti tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, nei tre paesi le imprese si sono date da fare per sviluppare collaborazioni e sfruttare nuovi mercati. Una di queste è Al Habtoor, è un gruppo multimiliardario con sede a Dubai che copre settori che vanno dall'automobile all'editoria. Il presidente fondatore, Khalaf Al Habtoor, ha già annunciato il progetto di aprire un ufficio in Israele. Gli abbiamo chiesto che cosa significheranno gli accordi di Abramo per le imprese negli Emirati e in Israele. Risponde: "Sono anni che insisto su questo: dobbiamo comunicare con Israele, e Israele deve comunicare in generale con gli arabi, con i palestinesi eccetera. È molto importante. Noi non abbiamo frontiere in comune con loro. Io ho rapporti con molti ebrei e israeliani in tutto il mondo. E penso che questo andrà a vantaggio di entrambi i paesi. Ora tastiamo il terreno. Che cosa ne guadagneranno i due paesi? Vediamo quali sono i vantaggi per noi e per loro. Ma io posso già vedere che ci saranno ricadute positive per entrambi. Gli israeliani sono molto all'avanguardia nella tecnologia, e noi abbiamo intenzione di collaborare con loro in quest'area".

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Khalaf Ahmad Al Habtoor – Founding Chairman of the Al Habtoor Group (AHG) – welcomed Mr Shlomi Fogel – Ampa Group, Co-owner, Chairman and CEO – at the AHG headquarters on Al Wasl Road, Dubai. Al Habtoor said: “I have been looking forward to this day for a very long time. I have always believed that Emiratis and Israelis have a lot in common. Both peoples are business-oriented and have relied on human talent and ambition more than their countries’ natural resources to build robust, innovative economies. “The opportunities that this deal will present are great for both sides. I am confident this will open up new doors and lead to stronger economies, and closer cultural ties between the peoples,” he added #AlHabtoorGroup #AmpaGroup #Israel #UAE استقبل خلف أحمد الحبتور، مؤسس ورئيس مجلس إدارة #مجموعة_الحبتور، السيد شلومي فوغل، أحد مالكي مجموعة "أمبا" ورئيس مجلس إدارتها ورئيسها التنفيذي، في المقر الرئيسي لمجموعة الحبتور على شارع الوصل في دبي. وعلّق الحبتور قائلاً: "أتطلع إلى هذا اليوم منذ فترة طويلة جداً. لطالما اعتبرت أن الإماراتيين والإسرائيليين يملكون قواسم مشتركة كثيرة. فالشعبان الإماراتي والإسرائيلي موجَّهان نحو الأعمال، ويعتمدان على المواهب البشرية والطموح أكثر من الموارد الطبيعية لبناء اقتصاد قوي قائم على الابتكار". وأضاف الحبتور "الفرص التي ستقدمها هذه الصفقة كبيرة لكلا الجانبين. أنا واثق من أن هذا سيفتح أبوابا جديدة ويؤدي إلى اقتصادات أقوى وتوثيق العلاقات الثقافية بين الشعبين ". #إسرائيل #الإمارات

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Il gruppo ha in effetti già avviato una collaborazione con Mobileye, una filiale israeliana di Intel che sta sviluppando veicoli senza conducente e mappatura 3D per città intelligenti. Il presidente di Mobileye, Amnon Shashua, illustra così la sua visione: "Al Habtoor ha una flotta di migliaia di veicoli, di auto a noleggio, e intendiamo dotare almeno mille veicoli di un dispositivo che fornisce assistenza alla guida, ma in più estrae dati cruciali dalla scena senza violare nessuna privacy, poiché sono raccolti in modo anonimo. Questi dati vengono inviati sul cloud ed elaborati per trarne informazioni sull'infrastruttura delle strade. Per esempio, se ci sono crepe, o se le corsie hanno bisogno di essere ridipinte. E poi dati dinamici sulla congestione stradale, informazioni non solo su come controllare il traffico, ma su come ridurre il rischio di incidenti e fare manutenzione preventiva delle strade. Abbiamo contratti in Francia, in Corea del Sud, in Giappone in questo senso. E ora ci stiamo espandendo negli Emirati attraverso Dubai. E Dubai è un posto naturale dove iniziare perché è una città molto avanzata. L'infrastruttura è tra le migliori al mondo. È una società che ha una gran voglia di nuove tecnologie, puntano a essere i migliori nell'ambito della tecnologia".

Benché politicamente controversi, gli Accordi di Abramo hanno aperto nuove opportunità per gli imprenditori emiratini e israeliani di poter avviare relazioni proficue.

In California un settore vinicolo che rischia di andare in fumo

La California è stata colpita a settembre da incendi fra i più devastanti della sua storia. I produttori di vino temono che l'uva contaminata dal fumo possa provocare enormi perdite in un settore che vale circa 37 miliardi di euro all'anno. Questo perché non sono in grado di verificare la quantità di uva rimasta danneggiata. Spiega Jim Bernau, fondatore dell'azienda vinicola Willamette Valley Vineyards: "Coltivo uva da più di 38 anni e non ho mai visto nulla di simile. Naturalmente, più il fumo rimane, maggiore è il rischio che il guaiacolo, che è un composto naturale del fumo, abbia effetto sull'uva in un modo che potrebbe causare quella che viene chiamata contaminazione da fumo nel vino".

I ricercatori dell'Università della California a Davis stanno cercando di elaborare nuovi metodi di test precoci per valutare se il fumo abbia danneggiato l'uva, ma non è una procedura semplice, lamenta la dottoressa Anita Oberholster: "Se riusciremo a prevederlo, i viticoltori sapranno se raccogliere l'uva oppure no, e i produttori di vino sapranno se comprarla oppure no. Renderebbe tutto talmente più facile. Stiamo facendo del nostro meglio, ma è una questione molto complessa. Questi composti non restano sulla superficie, vengono assorbiti dalla buccia, quindi è impossibile lavarli via. Ne risultano vini che possono avere un sapore o un odore di cenere o di fumo, e questa non è certo una caratteristica che vogliono i clienti".

Quindi che cosa temono esattamente i vicoltori? Risponde John aguirre, presidente della California Association of Winegrape Growers: "In conclusione, noi sappiamo che alcune uve sono state danneggiate dal fumo. Quello che non vogliamo è dover scartare dei frutti buoni e non poterli trasformare in vino, ma poiché ci mancano gli strumenti per identificarli, rischiamo perdite significative perché le uve buone vengono scartate".

Ora la California rischia di dover avere a che fare con incendi di queste dimensioni ogni anno. Se non si trova una soluzione, l'industria del vino locale potrebbe avere difficoltà a sopravvivere.

Dal telelavoro alle sale riunioni "cameretta" alla... manicure

Per arginare la diffusione del Covid-19, i britannici sono di nuovo incoraggiati a lavorare da casa. Questo sta portando a un ripensamento degli spazi di lavoro. Si affermano i cosiddetti 'uffici flessibili', talvolta con curiosi extra come manicure, terrazze panoramiche e perfino camere da letto. Uno di questi spazi è situato nel quartiere londinese di Blackfriars. Il Ceo, Giles Fuchs, spiega: "La metà delle richieste attualmente arriva da gente che abbandona i contratti di locazione, di tutte le dimensioni, dicendosi: non sappiamo cosa succederà con il Covid né dopo il Covid. Quindi piuttosto che legarci a un contratto di cinque, dieci, quindici anni, vorremmo una certa flessibilità E la verità è che non spenderebbero mai i soldi necessari per questo tipo di qualità nei loro uffici perché non ha senso per loro".

Un ufficio a tema nautico? Perché no?

Un trend che è anche una fonte di idee con cui giocare per designer come Sam Kopsch, che ha creato questi interni dopo aver fatto un sondaggio, dice: "Abbiamo mandato in giro sondaggi chiedendo ai partecipanti domande che andavano da che cos'è la felicità a quali colori la provocano. Il risultato è stato: spazi all'aperto, stare in spiaggia, fare escursioni, ricordi d'infanzia, come trenini o insetti giganti, e abbiamo integrato tutto questo nell'ufficio".

Uffici aperti progettati per incoraggiare il distanziamento fisico. Dopo mesi di lavoro da casa, cambiare spazio e importante per la salute mentale e la produttività, sostiene Kopsch: "È possibile rispettare le distanze, non è un ufficio classico. Ma si sta bene dopo essere rimasti bloccati a casa. Uno spazio come questo è pensato in modo ergonomico, per lavorarci, mentre in questo momento molti stanno seduti sul divano con un laptop, e penso che questo faccia male alla salute mentale. Quindi questi spazi sono davvero fondamentali in questo momento anche per potersi prendere una pausa dai figli e lavorare per davvero".

E spazio di lavoro non vuol dire per forza solo ufficio, stando a quel che dice Fuchs: "Solo il 61 per cento dei nostri spazi è costituito da uffici, il resto sono club lounge, sale riunioni, e abbiamo nail bar, palestre e terrazze panoramiche".

E anche se il telelavoro non dovesse più essere necessario, ci sono buone probabilità che gli uffici del passato spariranno... e che le sale riunioni somiglino sempre più a camerette per bambini.