Lo scandalo più grande nella storia degli esport indiani

Di Euronews
Lo scandalo più grande nella storia degli esport indiani
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Nel 2016 la scena degli esport in India era agli albori. "All'epoca gli esport significavano essenzialmente andare alla sala giochi locale e vincere 2000 rupie (circa 24 euro). Niente di più", dice Nishant Patel, imprenditore nel settore degli esport per Afk Gaming. L'arrivo degli investimenti della società statunitense OpTic Gaming nel 2018, però, ha cambiato tutto.

L'importanza di OpTic

"Per me era molto importante assicurarmi che l'India fosse un punto focale. Pensavo che ci fosse un enorme potenziale", afferma Jesal Parekh, ex direttore dello sviluppo globale di OpTic India. OpTic ha deciso di concentrare la sua attenzione su Counter-Strike, un videogioco sparatutto in prima persona con un seguito fedele.

Per creare una nuova squadra Parekh ha organizzato dei provini a Bangalore. Migliaia di giocatori si sono candidati, ma solo cinque sono stati selezionati, tra cui un giocatore chiamato "Forsaken". "Anche se la gente diceva che era un tizio sospetto, non avevamo alcuna prova o indizio concreto", dice Sabyasachi Bose, membro della sua squadra.

Nonostante i segnali di allarme, il gruppo è andato avanti, vincendo le partite di qualificazione indiane per un torneo internazionale a Shanghai.

A un passo dalla vittoria

Inizialmente le cose sembravano molto promettenti. "Abbiamo giocato contro il Vietnam, una partita assolutamente da vincere per noi, e io stavo disputando un'ottima partita - racconta Sabyasachi -. Sì, li stavo distruggendo da solo".

"OpTic India era a una sola mappa dalla vittoria", spiega Nikhil Hathhiramani, caporedattore di CSGO2Asia. "Eravamo a metà mappa quando abbiamo notato che gli amministratori avevano chiesto una pausa". Di solito il gioco viene interrotto quando c'è un problema tecnico, come lo spegnimento di un monitor. Ma ben presto si è capito che stava accadendo qualcosa di più grave: Forsaken era stato sorpreso a barare.

Tradimento

"Ha barato mentre rappresentava una delle più grandi organizzazioni del mondo - dice Prashant - e gareggiava in uno dei più grandi tornei dell'Asia". Ma come ci è riuscito? "Il ragazzo aveva un pulsante speciale sul lato - dice Umes Umesh Kripalani, Talent Manager di Caster -.  Quando lo premeva il trucco si attivava".

I suoi compagni di squadra, squalificati dal torneo, sono rimasti sconvolti. Anche i fan in India si sono sentiti traditi. "Si parlava di picchiarlo all'aeroporto", ricorda Siddharth Nayyar, imprenditore nel settore degli esport. Non c'era altra scelta che sciogliere la squadra.

Un campanello d'allarme

L'incidente ha causato un cambiamento duraturo. "Ci siamo chiaramente resi conto che non c'erano abbastanza controlli", dice Nishant. Grazie all'aumento dei controlli, gli esport sono in piena espansione. "Dieci anni fa saremmo stati felici se qualcuno ci avesse pagato per prendere un treno di 24 ore da Mumbai a Bangalore - dice Nishant -. Oggi, invece, senza un incentivo di almeno 100.000 dollari non ha senso competere".
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