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"Le famiglie non devono temere la crisi energetica", dice la commissaria Simson

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Di Aida Sanchez Alonso  & Gianluca Martucci
"Le famiglie non devono temere la crisi energetica", dice la commissaria Simson
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Inflazione alle stelle, una malsana dipendenza dall'energia russa e un rischio di interruzioni di energia elettrica. La Commissione europea affronta uno degli inverni più incerti in assoluto. Abbiamo parlato con la commissaria europea all'Energia Kadri Simson per scoprire quali sono le soluzioni che Bruxelles ha messo sul tavolo e come sta cercando di alleviare l'impatto dell'aumento delle bollette.

Procedere con un tetto al presso del gas russo

L'annuncio da parte della nuova presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia è legato a un lavoro che è "in continuo divenire", dice Simson. "Continuiamo a lavorare per garantire che la Russia non ottenga entrate aggiuntive ingiuste che la aiuteranno a finanziare la sua guerra contro l'Ucraina", prosegue la commissaria, che insiste su una soluzione di cui si discute sempre più a Bruxelles: un tetto al prezzo del gas importato dalla Russia.

"Non abbiamo ancora approvato sanzioni sul gas russo ed è ingiusto che la Russia, che sta tagliando le sue forniture, proceda a un taglio delle forniture e a un contestuale rialzo dei prezzi", continua Simson.

La Commissione, dice, si è mossa con cautela sull'argomento finora per capire se la misura non andasse a ulteriore svantaggio dei consumatori europei, rafforzando "l'ottima cooperazione con i Paesi con cui condividiamo gasdotti, come Norvegia, Azerbaigian, Algeria e intensificando i contatti con loro per trovare una soluzione per rendere il prezzo più accessibile". E poi c'è naturalmente il mercato del gas naturale liquefatto. "Dobbiamo essere sicuri che non sia manipolato, che ci siano dei parametri di riferimento che ci permettano di attrarre i volumi di GNL che ci servono", ha continuato Simson. Ciò che è certo è che "la Russia non ha gasdotti alternativi che le permetterebbero di rivendere il gas che non cede agli acquirenti con cui ha un contratto in essere", sostiene Simson.

Lavori in corso su un price cap totale

Simson non nega quando le chiediamo se la Commissione stia escludendo del tutto un tetto al prezzo di tutto il gas importato nell'Ue. "La nostra grande preoccupazione però è come impostare la cosa per far sì che i nostri volumi di gas e quelli che importiamo non siano colpiti", continua la commissaria, che si dice entusiasta che gli Stati membri abbiano riempito l'86% degli stoccaggi, una cifra superiore a quanto concordato con i 27 ministri dell'Ue a metà estate.

La Commissione lavora già come se fosse in una situazione di scarsità di forniture e i primi risultati delle misure adottate, continua Simson, sono già visibili. Potrebberlo esserlo presto anche le ultime misure proposte da Bruxelles che saranno discusse in una riunione con i ministri dell'Energia il 30 settembre. "Un tetto massimo dei prezzi per i produttori di elettricità che producono energia a costi significativamente inferiori rispetto, ad esempio, alle centrali a gas, consentirà di mettere a disposizione dei governi immediatamente risorse utili a sostenere i consumatori al dettaglio e le piccole imprese", dice Simson. Per il contributo di solidarietà che colpirà i ricavi extra dei produttori di fonti fossili non ci saranno risorse aggiuntive prima della fine dell'anno, ha precisato la commissaria.

"Le famiglie non devono temere"

"Le famiglie sono clienti protetti e lo saranno anche in mancanza di forniture, ma questo non significa che ognuno di noi non debba fare il massimo per risparmiare energia, perchè questo atteggiamento ragionevole ci aiuta a ridurre le bollette", risponde Simson alle preoccupazioni di chi teme la severità delle misure che potrebbero essere adottate. "Se milioni di europei si comporteranno correttamente e non sprecheranno energia, la nostra industria non soffrirà di un possibile razionamento", afferma la commissaria.

La risposta degli Stati membri si farà sentire già il 30 settembre, quando i ministri discuteranno sulla proposta di Bruxelles di procedere alla riduzione del 5% del consumo di energia. "Sarà un obbligo vincolante - ha detto Simson -, e questo significa che gli Stati saranno coscienti di quello che sarà necessario".