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25 aprile: Festa della Liberazione con il pensiero alla guerra (e contestazioni)

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Di ANSA - Euronews
Una corona d'alloro per il 25 aprile.
Una corona d'alloro per il 25 aprile.   -   Diritti d'autore  Screengrab by RAI   -  

Il 25 aprile è cominciato cosi: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto all'Altare della Patria, a Roma, una corona d'alloro ai piedi del Milite Ignoto, per celebrare il 77° anniversario della Festa della Liberazione.

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Il presidente Sergio Mattarella all'Altare della Patria. (Roma, 25.4.2022)Screengrab by RAI

Assente il premier Mario Draghi, che non ha potuto presenziare in attesa di negativizzarsi dal Covid, il presidente Mattarella è stato accompagnato dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini.

All'altare della Patria era presente anche la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati.

"Questo tornare indietro della storia rappresenta un pericolo, non soltanto per l'Ucraina, ma per tutti gli europei.<br>Avvertiamo l'esigenza di fermare subito, con determinazione, questa deriva di guerra, prima che possa ulteriormente disarticolare la convivenza internazionale, prima che possa tragicamente estendersi".
Sergio Mattarella
81 anni, presidente della Repubblica Italiana

Acerra: la delusione del Vescovo

Non nasconde la sua delusione, il Vescovo di Acerra, monsignor Antonio Di Donna: a suo dire, la cerimonia, alla presenza del presidente Mattarella, per celebrare la Liberazione non si è soffermata abbastanza sulle tematiche ambientali sempre attuali ad Acerra, già cuore della cosiddetta Terra dei Fuochi.

"Sono contento per la visita di Mattarella. Ma oggi - ha detto il vescovo - la Resistenza qui è contro l'inquinamento ambientale che produce i suoi martiri. E forse mi sarei aspettato di più anche dal Presidente. Voglio molto bene a Mattarella, ma mi aspettavo un maggiore riferimento alla lotta contro l'inquinamento".

La guerra è il fallimento della politica umana. Fermatevi perché la<br>guerra è una follia. Per le 560 persone trucidate a Sant'Anna in<br>questo modo non ci sono parole. <br>Oltre a quella in Ucraina ci sono altre 33 guerre nel mondo".
don Luigi Ciotti
presidente Associazione Libera, a Sant'Anna di Stazzema (Lucca)

Le dichiarazioni di Mattarella dei giorni scorsi

"Nella ricorrenza della data che mise fine alle ostilità sul territorio italiano, viene un appello alla pace. A non arrendersi di fronte alla prepotenza", ha dichiarato Mattarella, già nei giorni scorsi.

"Fu un'esperienza terribile; che sembra dimenticata, in queste settimane, da chi manifesta disinteresse per le sorti e la libertà delle persone, accantonando valori comuni su cui si era faticosamente costruita, negli ultimi decenni, la convivenza pacifica tra i popoli", ha concluso il Presidente.

Contestazioni a Milano

In molte città italiane, si sono tenute manifestazioni per il 25 aprile.

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Resistenza.Screengrab by RAI

Nel corteo di Milano, momenti di tensione e contestazione nei confronti del PD (definito "partito guerrafondaio"), della NATO e della "Brigata ebraica", corpo militare dell'esercito inglese che nel 1944 e nel '45 combatté a fianco degli Alleati nella campagna per la Liberazione dell'Italia.

La "Brigata Ebraica" ha accompagnato nel corteo il sindaco di Milano, Beppe Sala, e una delegazione ucraina.

"Ci aspettavamo 50.000 persone, ce n'erano 70.000": il presidente dell'Anpi milanese, Roberto Cenati, ha fornito questo dato come partecipazione alla manifestazione per il 25 aprile a Milano.

'Sono molto contento della partecipazione e voglio dare la mia solidarietà al PD e a Enrico Letta per le contestazioni, inaccettabili".

"Nel giorno della memoria della Liberazione, non avremmo mai voluto un 25 aprile con questa guerra e invasione, con questo strazio quotidiano. Il primo pensiero è alle vittime, ai feriti, ai profughi, a un popolo intero che vive queste settimane come tempo della catastrofe".
Lo ha detto il presidente di Anpi nazionale Gianfranco Pagliarulo, dal palco della manifestazione del 25 aprile a Milano.

"Lasciamo perdere le armi, i missili, la diplomazia e pensiamo agli ucraini, alle famiglie, ai ragazzi, alla loro vita spezzata, la vita di coloro che vogliono vivere in modo giusto - ha aggiunto -. Su questo non ci devono essere schieramenti o incertezze, c'è la vita contro la guerra, la speranza contro la disperazione. Facciamo di oggi 25 aprile 2022 il giorno della speranza, su questo dobbiamo essere uniti".

➡️ Per saperne di più: Storia della Brigata Ebraica in Italia

Le piazze di Roma: striscioni e cartelli rimossi

La guerra in Ucraina divide le piazze di Roma per festeggiare i 77 anni della Liberazione: da una parte il tradizionale corteo dell'Anpi, concluso a Porta San Paolo, luogo simbolo della Resistenza, alla presenza di circa 3.500 persone; dall'altra il raduno - quasi duecento i partecipanti - organizzato a Largo Argentina dalle associazioni partigiane ''alternative'', cui hanno aderito Azione, +Europa e Comunità ebraica, con lo slogan: "Celebrare la Liberazione è schierarsi con la resistenza di Kiev" e tante bandiere ucraine.

Al punto di partenza del corteo Anpi, a largo Bompiani, tra bandiere rosse, della pace, di Emergency, anche uno striscione di Rifondazione comunista: "Basta guerre. Contro Putin e contro la Nato" ed un altro cartello che raffigurava la morte con la falce ed un mantello a stelle e strisce.
"Non li condivido, sono inopportuni, ce ne occuperemo. Siamo grati agli Alleati e alle migliaia di giovani americani morti per la Liberazione dell'Italia", ha commentato il presidente di Anpi Roma e Lazio, Fabrizio De Sanctis.
In effetti, poco dopo, lo striscione ed il cartello sono stati rimossi dal servizio d'ordine, pronto a disinnescare ogni possibile provocazione, dopo le polemiche per la posizione dell'Associazione, tacciata di essere filo-Putin.

Dopo un paio d'ore, il corteo è giunto a destinazione a Porta San Paolo, dove il 10 settembre 1943 circa 400 civili furono uccisi dai nazifascisti.
Nel suo intervento, de Sanctis ha ribadito la posizione dell'Anpi: "Ci hanno dato - ha ricordato - degli equidistanti e questo ci ferisce molto. Esprimo commozione per il bagno di sangue in Ucraina. Sentiamo invocare la guerra mondiale da troppe parti. Il simbolo dei partigiani non è un fucile nè un carro armato ma un fiore".

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Il corteo "alternativo" di Largo Argentina, a Roma. (25.4.2022)Screengrab by RAI

Diversa l'atmosfera a Largo Argentina, dove l'accento degli interventi è stato messo sul sostegno all'Ucraina. "Noi - ha spiegato il leader di Azione, Carlo Calenda - senza se e senzama siamo con il popolo aggredito. La resistenza ucraina deve essere aiutata in tutti i modi. Anche per questo confesso di non aver capito come si possa celebrare la resistenza negando il diritto a resistere".

Sulla stessa linea Emma Bonino (+Europa).
"Noi - ha precisato - non abbiamo nulla contro il popolo russo, ce l'abbiamo con Putin, che pensa di potersi prendere qualunque territorio".

Per Oles Horodestskyy, presidente dell'Associazione cristiana degli ucraini in Italia, "gli ucraini non sono guerrafondai, amano la pace, ma ora stanno morendo in tanti ed è venuto il momento di fermare l'aggressore".

Ma le frasi più significative della giornata di festa romana sono forse arrivate da Iole Mancini, partigiana di 102 anni, cheha chiuso la manifestazione dell'Anpi andando al cuore del significato del 25 aprile, al di là di polemiche e divisioni di giornata.

"Oggi - ha detto con un filo di voce la donna, ultima sopravvissuta alla prigione di via Tasso, simbolo dell'occupazione nazista a Roma, dove tra i torturatori c'era anche Erich Priebke - i giovani forse non si rendono conto che vivono in un Paese libero, sono liberi di esprimersi, di passeggiare. Noi no, c'era la dittatura fascista e tutto era molto difficile. Siete giovani, studiate - è l'appello - fate la vostra carriera, questo significa Resistenza, riuscire a salire su questo palco è una grande gioia".

E si è accomiatata intonando - flebilmente, ma con ferrea volontà - 'Bella Ciao', tra la commozione dei presenti.