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Berehove, un angolo di apparente quiete in Ucraina. Il centro della minoranza ungherese

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Di Debora Gandini
Berehove, un angolo di apparente quiete in Ucraina.  Il centro della minoranza ungherese
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A prima vista, a Berehove, in Ucraina, non c'è alcun segno della guerra in corso. Ma molti dei bambini che giocano nella piazza principale della città che si trova nell’oblast della Transcarpazia vivevano a Kharkiv, Mykolayiv o Mariupol. Insieme alle loro famiglie sono fuggiti dai combattimenti, in cerca di pace vicino al confine ungherese.  

Molti di questi rifugiati interni hanno trovato un posto sicuro nei dormitori allestiti anche nelle scuole. Ofelia e sua figlia arrivano da Kiev. "Non vogliamo in alcun modo andare all'estero – racconta la donna- vogliamo aspettare che la guerra finisca e poi vogliamo tornare a casa".

I bambini provenienti dalle zone del conflitto sono ora seguiti da uno psicologo e seguono lezioni di disegno. Le loro piccole opere d’arte vengono mandati ai soldati in prima linea. Un modo questo per elaborare quello che hanno vissuto nelle ultime settimane. Come ci spiega un insegnante alcuni ragazzini, purtroppo, non sono in grado di comunicare dopo i terribili eventi vissuti.

Di recente anche a Berehove ci sono stati dei raid aerei ma nessun bombardamento. Il suono delle sirene non spaventa più come prima, ma le scuole sono chiuse e si è passati alla didattica a distanza. Una vita apparentemente tranquilla, o quasi.

“Quello che angoscia maggiormente è l'incertezza – fa notare un giovane uomo. Non sappiamo se la guerra arriverà fin qui o no. E se dovesse arrivare non sappiamo cosa accadrà”.

La gente del posto fa notare che almeno un quarto della comunità ungherese della città si è già trasferita in Ungheria. Molti temono di essere reclutati per combattere. La guerra potrebbe avere un impatto a lungo termine sulla Transcarpazia anche se alla fine c’è chi pensa che qui non arriveranno i combattimenti. Tanti ungheresi stanno attraversando il confine insieme a migliaia di ucraini. Arrivano dalle zone di conflitto e questo migrazione potrebbe ridisegnare relazioni e comunità.