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Addio a Desmond Tutu

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Di Paolo Alberto Valenti  & Euronews
Desmond Tutu denuncia la politica d'apartheid del suo paese a New Orleans, 7 settembre 1982
Desmond Tutu denuncia la politica d'apartheid del suo paese a New Orleans, 7 settembre 1982   -   Diritti d'autore  Jack Thornell/AP1982   -  

L'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu, icona della lotta contro l'apartheid e premio Nobel per la pace, è morto domenica 26 dicembre 2021 all'età di 90 anni, ha annunciato il presidente Cyril Ramaphosa che a nome di tutti i sudafricani, ha espresso la sua profonda tristezza per la scomparsa di questa figura così determinante nella storia nazionale.

Un ruolo storico

Tutu è stato il volto sorridente della lotta contro l’apartheid. Ha demolito il razzismo con la forza delle preghiere e di parole che non ammettevano replica. Desmond Tutu è morto a Cape Town e con lui scompare uno dei protagonisti e dei testimoni del capitolo più importante della storia del Sudafrica.

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Desmond Tutu incontra il Dalai Lama, leader spirituale e politico del popolo tibetano, nel giardino del Mount Nelson Hotel a Cape Town il 22 agosto 1996ANNA ZIEMINSKI/AFP or licensors

Una storia esemplare nella lotta all'apartheid

Nato nel 1931 a Klerksdorp, Transvaal (Sudafrica), Desmond Mpilo Tutu veniva da una famiglia non benestante dell’etnia Xhosa, la stessa di Nelson Mandela. Aveva studiato in Gran Bretagna e fatto diverse esperienze internazionali. Comprese subito che il male antico della segregazione razziale non si doveva affrontare con la forza pur comprendendo la rabbia e la rivolta di chi veniva oppresso.

Il primo arcivescovo nero di Città del Capo

Divenne il primo arcivescovo anglicano nero di Città del Capo e di Johannesburg. Attraverso le sue conferenze e gli scritti di critica all’apartheid divenne presto la “voce” dei sudafricani neri che non avevano alcuna rilevanza sociale. Dopo la rivolta degli studenti a Soweto sfociata in tumulti, Tutu ha sostenuto il boicottaggio economico del suo paese.

Ha amato, ha riso, ha pianto, è stato perdonato ed ha perdontato (TRC).
Desmond Tutu

Combattente per una società giusta

Nel suo grande lavoro sui diritti umani, Tutu ha formulato il suo obiettivo di “una società giusta e democratica, senza divisioni razziali”, e ha stabilito da lì in poi il minimo richiesto per la sua realizzazione, inclusi i diritti civili uguali per tutti, un sistema comune di istruzione e la cessazione della deportazione forzata.

"Da lui ho imparato alcuni consigli molto utili e da oggi ne terrò uno a mente" disse nel 1996 il Dalai Lama, dopo un incontro avvenuto a Città del Capo. Appena un anno prima, Tutu era stato in Ruanda per tentare di sopire le tensioni etniche che rischiavano di scatenare una replica del genocidio dell'anno precedente.

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ottobre 1998 il presidente sudafricano Nelson Mandela riceve da Desmond Tutu i 5 volumi del rapporto finale della Commissione per la verità e la riconciliazioneWALTER DHLADHLA/AFP or licensors

Ai ruandesi, l'Arcivescovo portò l'esempio del suo Sud Africa, dove in quegli stessi giorni fu creatore della Commissione per la Riconciliazione e la verità, iniziativa decisiva per quel doloroso processo di pacificazione nazionale che, di fronte al mondo intero, fece definitivamente luce sugli orrori subiti dalla società nera negli anni della repressione e della separazione razziale.

Inviso alla Cina per i suoi rapporti con il Dalai Lama e, in seguito, alla giunta golpista birmana per quelli con Aung Saan Su Ky, più volte l'arcivescovo aveva scandalizzato le gerarchie ecclesiastiche per le sue posizioni libertarie su aborto e omosessualità-

Tanti riconoscimenti internazionali

"Ha amato, ha riso, ha pianto, è stato perdonato, ha perdonato" disse nel 96 a un giornalista che gli chiedeva come avrebbe voluto essere ricordato.

Oltre al premio Nobel per la Pace nel 1984, a Tutu sono stati conferiti numerosi riconoscimenti, tra cui la Pacem in Terris Award, il Vescovo John T. Walker Distinguished Humanitarian Service Award, il Premio Lincoln e il Premio Leadership Gandhi Peace.

Il segno profondo che lascia nella storia mondiale è la fase successiva all'apartheid nel momento in cui non bisognava vivere di vendetta ed evitare che i nuovi padroni diventassero a loro volta oppressori. La scelta della Commissione per la Verità e la Riconciliazione, che sarebbe riuscita fare sedere vittime e carnefici intorno allo stesso tavolo, fu una svolta capitale. Gli uni a chiedere un perdono che non lavava via le macchie del passato ma era pur sempre una ripartenza, gli altri a rinunciare alla vendetta. Tutu venne riconosciuto subito dalla comunità internazionale come un faro per un nuovo domani.

**L'omaggio di tutto il mondo

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Tanti gli omaggi delle persone comuni, fuori dalla casa dell'Arcivevescovo a Soweto, alla periferia di Johannesburg.

Un omaggio toccante per l'Arcivescovo sudafricano Desmond Tutu si è tenuto nella cattedrale anglicana di St. George di Città del Capo, in Sudafrica

Su Twitter la "Fondazione Nelson Mandela" scrive:

"Siamo rattristati dalla notizia della scomparsa dell'Arcivescovo emerito Desmond Tutu. Questa perdita è incommensurabile. Le nostre più profonde condoglianze vanno a Mam Leah e alla famiglia Tutu".

Altra testimonianza eccellente: "Sua Santità il Dalai Lama invia le sue condoglianze per la scomparsa dell'Arcivescovo Desmond Tutu".

il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa scrive:
"Desmond Tutu era un patriota senza pari; un leader di principio e pragmatismo che ha dato significato all'intuizione biblica che la fede senza le opere è morta. Preghiamo che l'anima dell'Arcivescovo Tutu riposi in pace, ma che il suo spirito stia di guardia al futuro della nostra nazione".

Un tweet anche dell'ex presidente americano Barack Obama:

"L'Arcivescovo Desmond Tutu è stato un mentore, un amico e una bussola morale per me e per molti altri. Uno spirito universale. L'Arcivescovo Tutu era radicato nella lotta per la liberazione e la giustizia nel suo paese, ma anche preoccupato per l'ingiustizia ovunque".

Il presidente francese Emmanuel Macron:
"Premio Nobel per la pace nel 1984, Desmond Tutu ha dedicato la sua vita ai diritti umani e all'uguaglianza dei popoli. La sua lotta per la fine dell'apartheid e la riconciliazione del Sudafrica sarà ricordata per sempre".

Il premier britannico Boris Johnson:
"Sono profondamente rattristato nell'apprendere la notizia della morte dell'Arcivescovo Desmond Tutu. Una figura fondamentale nella lotta contro l'apartheid e nella lotta per creare un nuovo Sudafrica: sarà ricordato per la sua leadership spirituale e il suo incontenibile buon umore".

Al "Centurion Park" di Pretoria i giocatori di cricket del Sudafrica hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di Desmond Tutu prima della partita con l'India.

A tutto il mondo, mancherà l'Arcivescovo Desmond Tutu.