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Dal cassonetto alla mostra: i rifiuti al servizio di arte (e Pianeta)

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Dal cassonetto alla mostra: i rifiuti al servizio di arte (e Pianeta)

Dal cassonetto alla mostra: i rifiuti al servizio di arte (e Pianeta)
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Strappati al cassonetto e promossi a strumenti di arte. Recuperare i materiali di scarto e metterli a disposizione di creativi e artigiani è la missione della Réserve Des Arts: associazione senza scopo di lucro, che dalla Francia prova così a partecipare a un futuro più sostenibile.

Jean-Baptiste e i suoi mobili di recupero: "Ci vuole un po' di sforzo, ma l'ambiente lo impone"

Proprio per questo Jean-Baptiste ha deciso di diventarne membro. È falegname e non ha una sua bottega. Nei locali della Réserve des Arts alle porte di Parigi viene per affittare un laboratorio attrezzato in cui lavorare, acquistare legno di scarto per i suoi mobili, ma soprattutto costruire quello che considera "l'unico domani possibile". Più che il vantaggio economico, a portarlo qui è infatti una spinta etica. " La soluzione più pratica è senza dubbio comprare del legno nuovo - ci dice -. Lo ordini, ti arriva già tagliato nelle misure di cui hai bisogno ed è fatta. Con appena un po' di lavoro si può però regalare una nuova vita a del legno che altrimenti rischia la distruzione. E in ogni caso, vista la condizione del pianeta, il ri-uso è un modello a cui presto non potremo sottrarci".

Oggi Jean Baptiste sta costruendo un mobile che gli è stato ordinato da un designer. Un cliente esperto ed esigente, a cui non esita tuttavia a proporre de l legno di recupero: "Certo va adattato alle esigenze del caso - dice mostrandoci dei ripiani che ha appena tagliato - ma spesso si trova del legno di ottima qualità. Neanche un addetto ai lavori distinguerebbe la differenza dal nuovo".

Su Twitter l'appello ai volontari, lanciato dalla Réserve des Arts in vista dei festeggiamenti per i suoi primi 10 anni di vita. Dalla Fondazione, nel 2008, l'associazione si è arricchita di nuovi progetti e spazi. Oggi, oltre al suo deposito di Pantin, alle porte di Parigi, dispone anche di un locale nel 14° arrondissement della capitale francese

Paul e il recupero degli scarti: "Ogni volta è una sorpresa: come con l'uovo di Pasqua"

Al pari di stoffe, plastica e della miriade di altri materiali di cui traboccano i 1200 mq di deposito della Réserve des Arts, il legno utilizzato da Jean Baptiste proviene da una rete di imprese che per smaltire i loro resti pagano (spesso meno che alla nettezza urbana), contribuendo così a finanziare l'associazione, ma soprattutto a diffonderne il progetto e i valori.

Del recupero dei materiali è responsabile Paul, che in camion fa tre volte a settimana il giro delle aziende clienti. "Ogni volta è come aprire l'uovo di Pasqua - ci dice -. Non sappiamo mai cosa troviamo". Oggi la sorpresa è piuttosto buona: due casse piene di ritagli di cuoio e addirittura due mobili da ufficio in perfetto stato. "Recuperiamo soprattutto pellami, legno, metallo - spiega -. Ma può davvero capitarci di tutto e non rifiutiamo niente: vetro, elementi di scenografia, allestimenti... Talvolta perfino dei mobili".

Paul al termine di una delle sue tournée per il recupero dei materiali di scarto

Nell'antro di Esteban: dove in un anno si scremano tonnellate di materiali

Della scrematura si occupa poi Esteban. Una volta pesati i materiali, nella maggior parte dei casi venduti al chilo, è incaricato di selezionarli e metterli a disposizione della clientela. Dalla sua "caverna di Ali Babà", come la chiama, sono transitati lo scorso anno 147 tonnellate di resti: tutte (più altre tre che riposavano in magazzino) sono state vendute e avviate a una nuova vita.

L'acquisto è riservato a scuole e studenti d'arte, associazioni e artigiani. "Professionisti della creazione", come vengono qui definiti, a cui sono rivolti anche laboratori ad hoc e altre attività. Convinta che "gli studenti di oggi siano gli artisti di domani", la Réserve des Arts punta infatti molto anche su partenariati e workshop con le scuole. Obiettivo: seminare la cultura del ri-uso, perché germogli e proliferi soprattutto nelle nuove generazioni.

Il ri-uso nella spiegazione del "Refer", il network di cui fa parte anche la Réserve des Arts