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Le inquietudini del Ramadan

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Le inquietudini del Ramadan

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Il Ramadan è il nono mese del calendario lunare islamico e dura 29 o 30 giorni, a seconda di quando riappare la nuova luna.

Il vocabolo arabo ramaḍān significa caldo torrido. Probabilmente nell’Arabia preislamica questo nome indicava un rovente mese estivo. Tuttavia nel calendario islamico l’inizio del Ramadan varia di anno in anno. Quest’anno l'inizio è alla metà di maggio.

La battaglia di Badr, combattuta e vinta dal profeta Mohammad contro le preponderanti forze degli arabi pagani della Mecca, nel marzo 626, il mese del Ramadan sacro per i musulmani, rappresenta per i radicali islamici una pietra miliare del loro fanatismo.

Tutti si augurano che il mese di preghiera e digiuno non serva ad alimentare i sostenitori della jihad e a fomentare il ricordo del defunto Taha Subhi Falaha, noto come Muhammad al Adnani che, rivolgendosi ai seguaci del Califfato sul web nel 2016, si è fatto lecito di affermare: “Preparatevi, bisogna essere pronti a scatenare un mese di calamità in tutto il mondo per i non credenti … questo avviso è rivolto soprattutto ai combattenti e sostenitori del califfato in Europa e in America”.

La recente cronaca europea e indonesiana ha evocato nuovi spettri di terrore con l'azione mortifera del 21enne ceceno Khamzat Azimov a Parigi seguita a breve distanza dalle stragi in tre chiese di Jakarta, in Indonesia. Qui il dato tocca il culmine dell'orrore con intere famiglie, bambini compresi, che vengono coinvolti dai genitori in azioni terroristiche suicide.

Le esortazioni catalizzatrici di Daesh spalmate sui social network spaventano ancora nonostante le abilità delle intelligence europee d'intercettare possibili minacce.

I fatti di Gaza sono altra benzina sul fuoco in uno scenario di scontro aizzato anche dall'apertura dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme, contro l'avviso della maggior parte delle nazioni ed anche della Santa Sede, peraltro avvenuta in occasione del settantesimo anniversario della Nakba, che per i palestinesi rappresenta la perdita della propria terra. A Gaza la povertà e la morte non spingono i fedeli a festeggiare.

Mosul, distrutta da una guerra di tre anni contro lo Stato Islamico, dovrà essere faticosamente ricostruita in una prospettiva ancora molto incerta. Tuttavia le minacce dell'ISIS in Siria e Iraq si attenuano.

Il popolo dello Yemen ha fatto fatica a prepararsi al mese sacro del Ramadan a causa della mancanza di risorse, anche qui la popolazione è assediata da continui combattimenti. C'è la guerra dal marzo 2015 e questo è il quarto Ramadan sotto le bombe.

Anche i rifugiati Rohingya vivono questo Ramadan in preda alla tensione, asserragliati nei loro campi profughi.

In Afghanistan l'esercito regolare ha ripreso il controllo della maggior parte della città di Farah - non distante dall'Iran - dopo 48 ore di scontri con i Taleban che l'avevano occupata. Anche qui l'incubo terrorismo perdura durante il Ramadan.