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Siria: L'Ue chiede più solidarietà ai donatori internazionali

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Siria: L'Ue chiede più solidarietà ai donatori internazionali

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Dopo la Ghouta orientale, l'esercito siriano si concentra ora sulle sacche di ribelli che resistono intorno a Damasco.

Contemporaneamente a Bruxelles l'Unione europea e le Nazioni Unite tengono una conferenza umanitaria in sostegno della popolazione siriana, ribadendo la necessità di una soluzione politica.

Federica Mogherini, capo della diplomazia europea, ha dichiarato: "Noi crediamo ancora che sia fondamentale garantire la cessazione delle ostilità, in particolare per l'accesso agli aiuti umanitari. L'Unione europea non è mai stata un attore militare in Siria, siamo un attore umanitario e politico".

Anche l'inviato Onu per la Siria ha lanciato un appello alla fine delle violenze. Anche perché non è finita con la Ghouta orientale, avvisa Staffan de Mistura: "La nuova sfida umanitaria è Idlib, con due milioni e mezzo di persone. E non crederete certo che siano tutti terroristi: ci sono donne, bambini, civili. Speriamo quindi che questa sia l'occasione di far sì che Idlib non diventi la nuova Aleppo, la nuova Ghouta orientale".

Alla prima giornata hanno partecipato delegati di 85 paesi e organizzazioni per discutere su come aiutare al meglio i 13 milioni di sfollati che vivono in Siria e i 5 milioni di profughi.

Dopo la conferenza dell'anno scorso 33 dei 42 donatori hanno mantenuto le loro promesse, ma il denaro raccolto è solo la metà di quello richiesto dall'Onu, che chiede quindi più solidarietà alla comunità internazionale.