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Migliaia contro Orbán e la mancanza di libertà di stampa

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Migliaia contro Orbán e la mancanza di libertà di stampa

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Decine di migliaia di ungheresi hanno protestato sabato contro i media che, secondo i manifestanti, hanno dato supporto alla vittoria elettorale del primo ministro Viktor Orbán. Una vittoria schiacciante.

Si tratta della seconda protesta di massa avvenuta contro Orbán sin dalle elezioni dell'8 aprile, in cui i dimostranti hanno sollecitato tutti i partiti di opposizione a unirsi contro il partito nazionalista di destra Fidesz, che ha ottenuto due terzi dei seggi parlamentari.

ESZTER MÁK, una manifestante ungherese:

"Anche se sono le navi a solcare le superifici e gli oceani che scorrono sotto di noi è l'acqua che decide". Viktor Orbán non pronuncierebbe mai queste parole del poeta Sándor Petőfi e che invece la intera nazione dovrebbe pronunciare.

GERGŐ ASZTALOS, altro manifetsante ungherese:

"Sfortunatamente nessuna dimostrazione, ne' tanto meno questa, ha mai sortito o sortirà mai risutlati concreti. Quello che vogliamo dimostrare qui tuttavia con la nostra presenza è che molte persone non si vogliono arrendere, non credono a tutto cio' che dice il governo e che c'è la ferma volontà di agire contro cio' che sta succedendo in Ungheria".

RÓBERT CSÁKÁNY, Euronews:

"Persone che la pensano in modo diverso tra loro e con speranze diverse sono qui oggi insieme per manifestare. Alcune non credono che possano arrivare dei risultati concreti, altri - come gli organizzatori invece - credono che, cosi' come è già accaduto in passato, anche questa volta sarà possibile ottenere qualcosa".

Mentre decine di migliaia di manifestanti sventolavano le bandiere ai piedi del Danubio, alcuni hanno preso la parola per reclamare una maggiore indipendenza della stampa e un immediato cambio di governo:

PÉTER MÁRKI-ZAY, personalità della società civile dell'opposizione:

"Gli ungheresi meritano di avere una opposizione vera che rifiuti la corruzione e le intimidazioni, non soltanto a parole. Dobbiamo lottare per tutti, per i nostri valori e per quelli europei e rifiutare di immaginare il nostro futuro al fianco di qualche dittatore asiatico".

Un'altra manifestazione si terrà l'8 maggio quando il nuovo governo prenderà forma. Intanto, sabato la folla ha voluto sentirsi vicina ai leader dell'opposizione scattandosi con loro dei selfie e stringendo loro le mani.