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Armenia: arresti nelle manifestazioni contro il "premier assoluto"

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Armenia: arresti nelle manifestazioni contro il "premier assoluto"

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Non si fermano le proteste in Armenia contro l'elezione a primo ministro di Serge Sargsyan. La polizia in tenuta antisommosssa ha arrestato decine di persone, che a Erevan stavano bloccando l'ingresso della sede del Governo.

Da una settimana sono in corso, giorno e notte, manifestazioni nella capitale contro Sargsyan che, grazie ad una controversa riforma costituzionale, ha potuto correre per la carica di premier con poteri rafforzati, dopo essere stato presidente per due mandati. L'umo politico, sostenuto dal Cremlino, governa il Paese dal 2008.

"La protesta degli studenti è decisa, hanno capito che è una lotta importante per i loro diritti e la loro libertà", dichiara un dimostrante.

"La polizia sta usando una forza eccessiva per tentare di mantenere il controllo della situazione. Hanno fatto esplodere una granata stordente vicino a me. È inaccettabile. Stanno dimostrando che sono capaci di uccidere", racconta un altro manifestante.

Gli organizzatori dei moti di protesta stanno invitando il paese ad esercitare atti di disobbedienza civile.

"Gli agenti hanno chiuso tutte le entrate dei palazzi statali, ed effettuano regolarmente arresti", racconta la nostra corrispondente Ami Hachichin. "Il leader dell'opposizione Nicol Pashinyan, anima del movimento di protesta, parla tuttavia di rivoluzione pacifica, di rivoluzione di velluto.