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La comunità rom chiede maggiore inclusione sociale in Europa

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La comunità rom chiede maggiore inclusione sociale in Europa

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Le giovani generazioni delle comunità Rom vogliono trasformare la realtà fatta di povertà ed esclusione sociale che per secoli ha segnato la vita di queste persone, chiamate a volte in maniera dispregiativa zingari. L'8 aprile dei giovani attivisti provenienti da tutta Europa si sono incontrati a Bruxelles, per la Giornata internazionale dei Rom.

Saska Dimic è una studentessa austriaca con origini serbe. Per lei "promuovere l'uguaglianza e combattere la discriminazione sono temi molto importanti, specialmente nelle istituzioni come il Parlamento europeo, dove noi, membri della società civile e attivisti, possiamo davvero spiegare qual'è la vita di tutti i giorni dei rom".

Secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali, l'80% di questa minoranza è a rischio di povertà, il 75% degli adulti non ha un lavoro retribuito e il 50% dei bambini non frequenta la scuola primaria.

I rom sono la più grande minoranza etnica dell'UE, che conta circa 6 milioni di persone. Un assistente sociale di quartiere ci spiega quali sono le loro difficoltà maggiori per queste persone.

"Spesso si pensa che sia la scolarizzazione il problema più grave. Invece la questione a monte: queste persone vivono in roulotte e devono spostarsi di continuo perché non hanno un posto in cui stabilirsi", afferma Biser Alekov.

Durante questa settimana il parlamento europeo discuterà su come migliorare l'inclusione dei rom nel periodo che va dal 2015 al 2020. A fornire delle idee è Soraya Post, una eurodeputata svedese di origini rom che ha scritto una serie di raccomandazioni approvate a novembre 2017.

"Credo che i partiti politici debbano uscire e incontrare la popolazione rom, non solo durante le campagne elettorali per ottenere voti, ma anche coinvolgendoli nella società come attivisti e candidarli alle elezioni".

I movimenti a sostegno dei rom chiedono invece maggiori finanziamenti per il lavoro di sensibilizzazione e per promuovere l'interculturalità tra i media e sulle piattaforme culturali.

Tra una danza e un canto popolare Gabriela Hrabanova, direttrice esecutiva di ERGO (una ONG a favore dell'inclusione dei rom) ritiene che sia necessario un cambiamento di prospettiva. "Invece di investire così tanto per cercare di far adattare la comunità Rom, dovremmo in realtà investire per far si che sia la società ad aprirsi".