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Moldavia: (quasi) tutti pazzi per la riunificazione con la Romania

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Moldavia: (quasi) tutti pazzi per la riunificazione con la Romania

Moldavia: (quasi) tutti pazzi per la riunificazione con la Romania
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Più di 10.000 persone sono scese in piazza e hanno marciato domenica a Chisinau, la capitale della Moldavia, per chiedere la riunificazione del loro paese con la Romania. Tra loro anche l'ex Presidente rumeno Traian Basescu.

In vista delle elezioni di novembre, la manifestazione ha evidenziato le tensioni sociali e politiche esistenti nel paese, poco più di 3 milioni e mezzo di abitanti, considerato il più povero d'Europa e con un prodotto interno lordo cinque volte più basso di quello romeno.

Molte le t-shirt con la scritta "L'unione fa il potere".

Romania e Moldavia furono unificate per poco più di vent'anni all'indomani della Prima Guerra Mondiale, formando quella che era conosciuta come la "Grande Romania". Nel secolo precedente, l'attuale Moldavia era parte della Russia zarista ed era conosciuta come Bessarabia.

In seguito, la Moldavia fu annessa dall'Unione Sovietica nel 1940, diventando indipendente con il suo nuovo nome (Moldova, in lingua originale) quando l'URSS crollò nel 1991.

Ora la Moldavia è divisa tra una maggioranza romena e la Transnistria, una regione separatista di etnia e lingua russa che già nel 2014 ha chiesto l'adesione alla Federazione Russa.

Ma da qualche tempo, in Moldavia, è in atto un autentica messa al bando di tutto ciò che riguarda la Russia, comprese le notizie provenienti da Mosca, che vengono necessariamente "filtrate" e censurate.

"Chiediamo ai deputati del parlamento rumeno e moldavo di votare per l'unificazione in un futuro vicino", ha detto Basescu alla dimostrazione che coincideva con il 100esimo anniversario della formazione della Grande Romania.

Nessuna reazione da parte rumena alla manifestazione pacifica. La polizia ha comunque fatto sapere di aver detenuto 21 persone che avevano intenzione di interrompere la marcia: sequestrate maschere anti-gas e coltelli.

Il governo moldavo, che vede di buon occhio un avvicinamento alla UE e agli Stati Uniti, si scontra spesso con il Presidente pro-russo Igor Dodon, che invece vorrebbe relazioni più strette con Mosca - oltre ad entrare a far parte di un unione doganale sotto l'egida del Cremlino.

Se il suo partito socialista vincerà le elezioni di quest'anno, Dodon potrebbe far approvare una legge che metterebbe al bando organizzazioni unioniste, viste come una minaccia all'integrità dello Stato per le loro velleità filo-rumene.

Dodon ha chiesto a tutti coloro si oppongono alla riunificazione di non effettuare alcuna contro-manifestazione, domenica. "Non dobbiamo dar loro il pretesto per ulteriori dimostrazioni o provocazioni".

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