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La Moldavia mette al bando le notizie russe

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La Moldavia mette al bando le notizie russe

La bandiera moldava e quella della Russia, in sottofondo
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REUTERS/Maxim Shemetov
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Il presidente del Parlamento moldavo, Adrian Candu, ha firmato una legge che nomina sette nuovi ministri e mette al bando la "propaganda mediatica russa". 

La norma è stata introdotta il 10 gennaio dopo che la Corte costituzionale della Moldavia ha sospeso i poteri in materia del presidente filorusso Igor Dodon, consentendo a Candu di ratificare la legge, a sua volta proposta da un governo tra le cui fila si contano molti simpatizzanti per l'Europa.

In un Paese dove la maggioranza degli abitanti parla rumeno ma esiste una larga minoranza di lingua russa, abituata a guardare i canali TV russi, non potranno più essere trasmessi programmi televisivi, format di analisi, politica e notizie militari provenienti dal Paese di Putin. 

Politicamente, scrive Reuters, il piccolo Stato tra Romania e Ucraina, che non arriva ai 4 milioni di abitanti, è diviso tra chi spinge per avere relazioni più strette con Mosca e chi cerca invece una maggiore integrazione con la UE. 

Igor Dodon, il presidente, appartiene alla prima fazione mentre il primo ministro Pavel Filip la pensa in maniera opposta.

Putin, Dodon e Jeenbekov del Kirghizistan
Sputnik/Alexei Druzhinin/Kremlin

Dodon si era opposto all'introduzione della legge sostenendo fosse una scusa per fomentare "l'isteria anti-russa" e fosse contraria al principio di libertà di espressione.

La Corte ha ricordato che Dodon poteva mettere il veto sulla proposta solamente una volta: farlo per la seconda equivale ad una violazione delle sue prerogative. Da qui la sospensione dei suoi poteri fino all'introduzione effettiva della legge.

Si tratta del secondo pronunciamento di questo tipo da parte della Corte in una settimana. Martedì scorso lo aveva sospeso per aver cercato di bloccare la nomina dei ministri accusati di incompetenza e di essere connessi ad alcuni scandali. 

Su Facebook, Dodon ha parlato di inaccettabile violazione della democrazia e di mossa propagandistica a pochi mesi dalle elezioni parlamentari.

Le dispute tra Dodon e l'esecutivo non sono cosa rara, specialmente nelle questioni che riguardano le relazioni con la Russia. 

Il mese scorso la Moldavia ha richiamato il suo ambasciatore da Mosca, accusando la Russia di intimidazioni nei confronti dei politici locali. La contestata legge vuole impedire la diffusione di quelle che sono state descritte come "fake news" da parte dei canali stranieri. Il suo autore, il parlamentare Serdjiu Sirbu, la difende sostenendo che non mira colpire solamente uno Stato. 

Impedirà ai canali televisivi di trasmettere news e programmi da Paesi che non hanno firmato lo European broadcasting agreement. Tra essi, appunto, la Federazione Russa. Chi trasgredisce rischia multe o il ritiro della licenza in caso di reiterazione del reato. L'agenzia di stato RIA Novosti ha condannato la misura. 

Le autorità di Mosca accusano uno dei politici pro-Europa più influenti in Moldavia, Vlad Plahotniuc, di essere il mandante del tentato omicidio di German Gorbuntsov, potente uomo di affari ferito a Londra da colpi di arma da fuoco.