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Migranti, due anni dell'accordo Eu-Turchia. Critiche le Ong greche

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Migranti, due anni dell'accordo Eu-Turchia. Critiche le Ong greche

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A due anni dal varo dell'accordo tra l'Unione europea e la Turchia per la gestione dei flussi di rifugiati in fuga dalla Siria, le Ong greche ne denunciano il sostanziale fallimento. Molti migranti rimangono intrappolati nelle isole del Mare Egeo, privati dei loro diritti e della protezione internazionale, e costretti a vivere in condizioni spesso inaccettabili.

"L'Unione europea paga in contanti la Turchia non perché questa compia i propri obblighi internazionali, nei confronti di queste persone che cercano solamente un futuro migliore e in sicurezza. Per Amnesty International il fatto che l'Unione europea riconosca la Turchia come un "paese terzo sicuro" è totalmente inaccettabile", dice Gabriel Sakellaridis, di Amnesty International greca.

In base alla legge, gli occupanti degli hotspot sulle isole dovrebbero venire trasferiti in pochi giorni in luoghi di permanenza meno precari, dove possano presentare la loro domanda di protezione umanitaria. Vassilis Papadopoulos, del Consiglio greco per i rifugiati.

"Il governo greco deve applicare la legge. I rifugiati che hanno diritto di richiedere asilo debbono lasciare l'isola e raggiungere il continente. Questo aiuterà a migliorare le condizioni di vita sull'isola. Questa è la cosa giusta da fare e l'Unione europea non può dire alla Grecia che sta sbagliando".

Apostolos Staikos, euronews: "L'Unione europea e il govenro greco hanno visioni piuttosto diverse, ma concordano sul fatto che l'accordo abbia ridotto i flussi migratori e abbia anche migliorato le condizioni di vita per i rifugiati che cercano di raggiungere l'Europa.