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Minoranze linguistiche contro Kiev

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Minoranze linguistiche contro Kiev

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Fra Budapest e Kiev è guerra aperta. La nuova legge sull'istruzione, entrata in vigore il 28 settembre 2017, introduce in Ucraina un sistema di istruzione secondaria di 12 anni con l'uso dell'ucraino come unica lingua di insegnamento. Perciò Polonia, Romania, Ungheria, Grecia e Bulgaria hanno espresso preoccupazione per le disposizioni linguistiche dell'articolo 7 della legge, che tutelano le minoranze linguistiche. Anche la Nato e Washington sperano che le realzion fra i due paesi si normalizzano. Il governo magiaro chiede un intervento forte. Nel caso specifico dell’Ungheria, vi è infatti una consistente minoranza nella regione Transcarpatica dell’Ucraina e Budapest da quando la controversa legge è stata emanata, è stata chiara al riguardo: l'Ucraina non entrerà mai nell'Unione Europea.

La Nato ha cercato di gettare acqua sul fuoco con scarsi risultati.

Il presidente Poroshenko ha respinto le accuse che le autorità ucraine vietino ai rappresentanti delle minoranze nazionali di imparare la loro lingua madre. Secondo lui, la nuova legge sull'istruzione restituisce "la scuola ucraina all'Ucraina".