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Venezuela: governo impone prezzi calmierati

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Venezuela: governo impone prezzi calmierati

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REUTERS/Marco Bello
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L'ordine del Presidente Nicolas Maduro di abbassare i prezzi dei generi di prima necessità porta molti venezuelani in fila davanti ai supermercati. Il governo cerca così di arginare i saccheggi di massa provocati dal deprezzamento della valuta nazionale. I negozianti si rifiutano di accettare banconote da 50 e 100 bolivar, ormai senza valore.

"Le catene di supermercati hanno il diritto di aumentare i prezzi, ma non in maniera così esorbitante. Il trecento per cento! - esclama una residente di Caracas - Penso che ci debba essere un po' di controllo perché, se ci fosse, potremmo acquistare qualcosa".

L'aumento - il sesto in un anno - del 40% del salario minimo, è stato accolto con scetticismo da sindacati e associazioni di commercianti, secondo i quali l'iniziativa del governo non farà che aggravare l'acuta crisi economica che vive il paese. L'aumento annunciato da Maduro ha portato il cosiddetto "salario minimo integrale" all'equivalnte di 238 dollari.

"Siamo arrivati presto, ma non siamo riusciti a entrare - dice una pensionata della capitale - I prezzi erano molto più bassi ieri sera, ma oggi sono aumentati. Sono prezzi ridicoli, troppo alti rispetto al reddito dei venezuelani, della maggior parte dei venezuelani".

In Venezuela l'82% della popolazione è in stato di povertà, il 52% in indigenza estrema. Sono oltre undicimila i bambini morti per mancanza di medicinali. Maduro ha annunciato l'introduzione di una criptovaluta per tentare di aggirare le sanzioni internazionali.