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Viaggio nel Sannio: Benevento, ecco il perché dei numeri impietosi

Come vivono i tifosi della squadra che detiene il record di sconfitte consecutive (ora interrotte) in Europa

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Viaggio nel Sannio: Benevento, ecco il perché dei numeri impietosi

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“Ritenta, sarai più fortunato”: era la scritta impressa sull’involucro delle gomme da masticare che si vendevano un tempo, per indicare che non avevi vinto nulla ed invitarti a riprovare.

Point of view

La cosa brutta è l'essere sulla bocca di tutti per le sconfitte e non per la bella favola che il Benevento ha saputo vivere nelle precedenti due stagioni

Anonimo Tifoso del Benevento

L’accostamento rende perfettamente l’idea in seno al Benevento calcio: per il primo punto in campionato, ritenta e ritenta ancora. E tanto tuonò che piovve.

Nella città del Sannio, capoluogo di provincia di 60.000 anime, il (melo)dramma sportivo conta 14 sconfitte su 15 giornate di campionato in massima serie, finalmente interrotte dall'insperato pareggio contro il Milan: allo scadere incredibile la marcatura dell’estremo difensore, il 26enne Alberto Brignoli, disperatamente proteso all’attacco). 

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Primo punto a parte, i numeri sono clamorosamente impietosi e danno l’idea di una sorta di “maledizione”, specie per come molte delle sconfitte si sono materializzate.

Gli “Stregoni” (sono denominati così i calciatori della squadra, perché si narra che in un remoto passato questa terra fosse popolata da streghe, inoltre la città è sede produttiva del rinomato liquore) sono entrati, loro malgrado, nella storia negativa del calcio, a coronamento di una stagione sinora da dimenticare.

Record negativo: diamo i numeri

Il k.o. maturato in trasferta sul terreno della Juventus (2-1 per i bianconeri, datato 5 novembre) è stato il 12esimo in fila per i sanniti, al loro primo torneo di Serie A in 88 anni di storia: il passo falso “decisivo”, che ha permesso agli uomini cari al Presidente Oreste Vigorito di mettere a segno il record europeo di sconfitte consecutive, eguagliando il peggior avvio di tutti i tempi nel calcio europeo.

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La successiva debacle interna contro il Sassuolo (1-2) ha poi sancito la leadership assoluta in questa poco invidiabile classifica, prima capeggiata nientemeno che dal Manchester United, edizione 1930/31, che iniziò la stagione con 12 risultati negativi su 12.

Statisticamente parlando, inoltre, non è solo la desolante graduatoria a far assurgere il Benevento agli onori della cronaca calcistica.

Con la sconfitta sul campo dell'Atalanta (27 novembre, 1-0 per i locali), la formazione giallorossa ha anche eguagliato il record del Livorno, edizione 2009/10: era da quell’epoca, infatti, che una squadra della massima serie non segnava soltanto sei gol nelle prime 14 giornate di campionato.

Al tirar delle somme, l'attacco “spuntato” non è l'ultimo problema della neopromossa, la quale paga un pressoché sistematico calo fisico nei secondi 45 minuti: il Benevento ha subito, infatti, ben 20 gol nella ripresa, di cui 12 nell’ultima mezz’ora: anche in tal caso, trattasi di record negativo in Serie A.

Benevento - Away supporters

Peggior squadra d'Europa? Cosa si dice a Benevento 

E dire che, dopo il trionfale campionato dello scorso anno, conclusosi con l'insperata promozione, di premesse per fare bella figura in questa stagione ce n'erano.

Pure l'esordio in campionato era stato abbastanza confortante sotto il profilo delle prestazioni, con le prime tre sfide perse di misura (a Marassi contro la Samp e in casa con Bologna e Torino). Dalla quarta in poi, tracollo a Napoli per 6-0, il lungo “buco nero”.

“Quelle sconfitte, unitamente alla disfatta di Napoli - dice Max Mogavero, giornalista de “Il Sannio quotidiano” - hanno contribuito a far venire meno le poche certezze e far emergere limiti di personalità e inesperienza, tutti derivanti dalla costruzione dell'intelaiatura. Adesso ci si aspetta una squadra che sia in grado almeno di salvare la faccia”.

Sull’ineffabile scorcio stagionale, abbiamo sondato anche il parere della società sannita che, attraverso l’Ufficio Stampa, Iris Travaglione, ha però garbatamente declinato l’invito.

Neppure l'avvicendamento tecnico (Roberto De Zerbi ha rilevato Marco Baroni, condottiero della promozione in A, a partire dalla decima giornata) ha sostanzialmente invertito la sinora dolorosa tendenza.

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“Il Benevento ha pagato lo scotto per una promozione inaspettata – sentenzia Domenico Passaro, giornalista di “Lab tv” -: l'organigramma doveva essere integrato da figure che potessero consigliare meglio per la rosa, è stato un male rivoluzionare il telaio. Le altre due neopromosse hanno mantenuto la colonna portante, i giallorossi no e hanno sbagliato qualche scelta sui giocatori di esperienza”.

A tutto ciò si aggiunga, in corso d’opera, un’altra tegola psicologica non da poco, rappresentata dalla richiesta di squalifica da parte della Procura Nazionale Antidoping per il capitano della formazione, Fabio Lucioni, ed il medico sociale giallorosso, Walter Giorgione (la vicenda riguardava il rinvenimento di sostanze dopanti nelle urine di Lucioni dopo la sfida tra Benevento e Torino del 10 settembre scorso). 

Torneo già compromesso, dunque, ma tempo per rimediare ancora ce ne sarebbe. Certo è che le troppe sconfitte, molte delle quali in "zona Cesarini", non aiutano ad infondere l’indispensabile ottimismo.

“Inesperienza e sfortuna hanno un peso importante nella stagione tremenda del Benevento – afferma un tifoso “storico”, che preferisce mantenere l’anonimato - ma anche una rosa costruita in un modo non appropriato per una categoria come la Serie A, che non ha pietà per chi manifesta delle debolezze e delle lacune. La cosa brutta è l'essere sulla bocca di tutti proprio per questo e non per la bella favola che il Benevento ha saputo vivere nelle precedenti due stagioni (altrettante promozioni consecutive). Per fortuna, i tifosi hanno iniziato a prenderla con la filosofia giusta e anche un pizzico di ironia: ora servirebbe chiudere bene il girone d'andata e tentare il tutto per tutto nella seconda parte”.

Benevento - Home supporters

Sconfitta dopo sconfitta, qualcuno ha messo finanche in giro voci destabilizzanti, secondo le quali ci sarebbe stato chi “rema contro” e “giocherebbe a perdere” per favorire un fantomatico giro di scommesse: ipotesi fantacalcistiche, in verità, davvero poco attinenti al reale.

“Gli episodi, specie quelli contro il Sassuolo – afferma il giornalista Max Mogavero - possono indurre il tifoso medio a pensar male, ma un addetto ai lavori non può dar credito alle voci, perché un calciatore può commettere errori che in condizioni normali non farebbe”.

Analogo il pensiero dell’anonimo sostenitore: “Francamente nessuno vuole pensare a situazioni combinate, perché si giocherebbe con la passione di tanti tifosi che non stanno facendo mancare il proprio apporto alla squadra”.

Tra ironie e speranze

Dal canto proprio, intanto, la parte “calda” del tifo sembra già salomonicamente rassegnata al proprio destino: frasi come “La serie A era meglio guardarla in televisione o “Tanto già lo so che l'anno prossimo giochiamo il sabato" lasciano sottendere che la retrocessione sembri ormai scontata, quanto meno nei loro intendimenti. E le ironie “virali” del web, a tal proposito, si sprecano…   

Non è mancata una nota cromatica, rappresentata dalla “ricetta” che la showgirl Nina Moric ha voluto inviare al Presidente del sodalizio, contenente fantomatiche modalità per far ridestare la squadra.  

“Il post va preso col sorriso e me la giocherei mediaticamente – conclude il giornalista Domenico Passaro - magari invitandola allo stadio. Nell'ambiente aleggia malumore e rassegnazione e non potrebbe essere altrimenti. Se guardassi la classifica, direi che il Benevento è già retrocesso. Ma guardando al Crotone nel novembre dello scorso anno, avrei detto lo stesso”.

In questo quadretto così poco allettante, il calcio tricolore (o quel che ne rimane) si interroga circa l’opportunità di avere cosi tante squadre (poco attrezzate?) ai nastri di partenza del campionato di massima serie.

Domande che nascono spontanee, specie in considerazione del fatto che il Benevento dominava in serie B sino a sei mesi fa.