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Puigdemont resta in attesa di conoscere il proprio destino

L'ex presidente della Catalogna si dice pronto a candidarsi per le prossime elezioni e chiama a raccolta gli indipendentisti

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Puigdemont resta in attesa di conoscere il proprio destino

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La procura federale belga non ha ancora scelto il magistrato che dovrà decidere sul mandato d’arresto europeo emesso dalle autorità spagnole contro l’ex presidente del governo regionale della Catalogna Carles Puigdemont e quattro dei suoi ex consiglieri. Una volta che il giudice sarà selezionato i cinque dovranno essere ascoltati, poi il magistrato avrà 24 ore per decidere il da farsi.

Le autorità belghe intanto sostengono che non ci può essere estradizione tra due Paesi dell’Unione europea e chiedono che il conflitto venga risolto dai rispettivi ministri della Giustizia.

Dal canto suo Puigdemont in un tweet ha rivolto un appello a tutti i partiti politici in Catalogna, favorevoli alla secessione perché si uniscano in vista del voto del 21 dicembre. Poi, sempre tramite lo stesso social network, ma
in fiammingo, si è detto ‘pronto a cooperare pienamente con la giustizia belga”.

Intanto a Barcellona la tensione resta alta.

“Prendere e arrestare qualcuno…questa non è politica. Politica è parlare, discutere. Arrestare qualcuno…mi sembra un po’ un modo di agire di un governo fascista. Mi sembra qualcosa che non ha alcun senso in questo momento in Europa. Dovremmo parlare tutti, discutere. Per questo siamo in democrazia”.

Una grande manifestazione è stata convocata per l’11 novembre a Barcellona per esigere la liberazione di quelli che vengono definiti ‘detenuti politici’. Intanto i sondaggi danno il sì all’indipendenza al 48%. I no al 43%.