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Omicidio JFK, cosa ci dicono i dossier resi pubblici in 12 punti

L'omicidio di John Fitzgerald Kennedy, ora, è un po' meno segreto. 54 anni dopo Dallas, 2891 files secretati sono stati pubblicati sul sito dell'Archivio Nazionale. Ma non tutti sono accessibili...

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Omicidio JFK, cosa ci dicono i dossier resi pubblici in 12 punti

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Adesso il caso dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy è un po’ meno segreto. Sul sito dell’archivio nazionale americano, poche ore fa, sono comparsi quasi 3000 dossier segreti – 2891 per la precisione – riguardanti l’omicidio del 35esimo presidente degli Stati Uniti, il 22 novembre 1963 a Dallas, con un colpo di fucile (italiano) sparato dall’ex marine Lee Harvey Oswald. Altri 3100 dossier giudicati “sensibili per la sicurezza nazionale” resteranno pero’ al vaglio degli esperti per altri 6 mesi.

I dossier pubblicati alimentaranno le infinite teorie del complotto, compreso il viaggio di Oswald a Città del Messico due mesi prima di Dallas e il corteggiamento da lui subito da parte di spie russe e cubane. Oswald fu ucciso da un colpo di pistola sparato da Jack Ruby, nei sotterranei della polizia di Dallas, due giorni dopo la morte di Kennedy.

“Gli americani attendevano e meritavano che il governo offrisse loro la possibilità di essere informati al meglio su questo evento decisivo della nostra storia”, ha dichiarato il presidente Trump.

Ma cosa abbiamo appreso finora dalla loro pubblicazione?

1. Ci sono tanti altri file secretati
Una legge del 1992 stabiliva che tutti i dossier secretati avrebbero dovuto essere resi pubblici dopo 25 anni. Tuttavia una gran parte di essi, come spiegato, verrà valutata ed eventualmente messa a disposizione del pubblico solamente il 26 aprile prossimo per ragioni di sicurezza nazionale.


2. L’FBI aveva ricevuto notizie di minacce di morte nei confronti di Oswald
Un memo scritto dal direttore dell’FBI, J. Edgar Hoover, dice che l’agenzia di intelligence aveva avvertito di una potenziale minaccia di morte nei confronti di Oswald, in quel momento agli arresti.
“Non c‘è nessun’altra novità sul suo caso, tranne che è morto”, si legge nella nota datata 24 novembre 1963. “La scorsa notte abbiamo ricevuto una chiamata nel nostro ufficio di Dallas da un uomo che parlava con voce calma e ha detto che era membro di un comitato creato allo scopo di uccidere Oswald. Abbiamo immediatamente notificato la cosa al capo della polizia il quale ci ha assicurato che Oswald avrebbe avuto una protezione sufficiente. Questa mattina abbiamo chiamato il capo della polizia di nuovo, avvertendo della possibilità di un complotto contro Oswald, e ancora una volta ci hanno assicurato che sarebbe stata data protezione adeguata. Tuttavia, non è stato questo il caso”.

3. Hoover temeva le teorie cospirazioniste
Nello stesso memo, Hoover ha espresso timori sul fatto che la gente non avesse creduto al fatto che Oswald fosse il vero assassino. “La cosa che mi preoccupa è avere qualcosa di ufficiale che possa convincere il pubblico che Oswald è il vero assassino”, ha scritto.

4. Bizzarri tentativi di uccidere Castro da parte della CIA
La CIA ha ideato diversi piani originali per uccidere il leader cubano Fidel Castro. Tra questi, l’intervento di alcuni “elementi criminali organizzati”. Tra i mezzi considerati per farlo fuori figuravano: veleno, pillole in grado di causare botulismo e l’uso di gruppi esuli cubani”, secondo uno dei documenti

Altri piani comprendevano una muta sportiva contaminata e conghiglie esplosive. “Il piano della CIA era di spolverare l’interno del vestito con un fungo in grado di trasmettere una malattia cutanea disabilitante e cronica, e contaminare allo stesso tempo anche il vestito con i bacilli della tubercolosi, che sarebbero poi finiti nell’apparato respiratorio”, si legge in un file

5 La lieta reazione dell’ambasciatore cubano
Cuba si è sempre detta estranea all’assassinio, ma poco dopo – evidenzia un memorandum della CIA – l’ambasciatore cubano Cruz e il suo staff hanno manifestato “felicità e contentezza”.
“L’ambasciatore Cruz ha ricevuto un dispaccio in cui si ordinava di moderare le proprio reazioni e agire in maniera consona alla dignità del paese rappresentato. Cruz ha quindi dato disposizioni al suo staff e all’ufficio commerciale di Toronto e Montreal di smettere di apparire felici in pubblico”.

6. Il Cremlino sospettava che ci fosse LBJ dietro l’assassinio
L’Unione Sovietica aveva una serie di teorie sull’assassinio di JFK, inclusi i sospetti che il presidente Lyndon B. Johnson avesse potuto essere la mente dietro il complotto. Lo rivela una nota del direttore dell’FBI J. Edgar Hoover inviata alla Casa Bianca tre anni dopo la morte di Kennedy. Il documento mostra come i funzionari sovietici abbiano creduto ci fosse una “cospirazione ben organizzata” da parte dell’ultradestra americana con l’obiettivo finale di un colpo di stato. “L’assassinio non è stato opera di un uomo ma di una campagna attentamente pianificata in cui diverse persone hanno giocato una parte”, vi si scrive. Una fonte avrebbe anche detto all’FBI che il KGB era in possesso di “dati che dimostravano che il presidente Johnson fosse responsabile dell’assassinio del presidente John F. Kennedy”.

7. Oswald aveva parlato con un membro dell’unità omicidi del KGB
Oswald ha parlato con “un ufficiale identificato di KGB” a Città del Messico nel settembre del 1963, secondo un memo della CIA
Nella chiamata telefonica, giunta circa due mesi prima dell’assassinio di Kennedy, Oswald si è identificato con il suo nome e ha parlato in un pessimo russo a Valeriy Vladimirovich Kostikov chiedendo se ci fosse “qualcosa di nuovo sul telegramma di Washington”. Il memo osserva che Kostikov era un membro del Dipartimento 13, un’unità “responsabile di sabotaggi e dell’assassinii”.

8. I sovietici consideravano Oswald un maniaco nevrotico
Nello stesso documento, i funzionari sovietici descrivevano Oswald come un “maniaco nevrotico” sleale verso il suo paese e ogni cosa”. “I funzionari russi hanno affermato che Lee Harvey Oswald non aveva alcuna connessione con l’Unione Sovietica … hanno notato che Oswald non era mai stato affiliato a nessuna organizzazione nell’Unione Sovietica e non ne aveva mai ricevuto la nazionalità”

9. Un quotidiano britannico ricevette una chiamata anonima poco prima dell’assassinio
Un giornalista del Cambridge Evening News ricevette una chiamata anonima 25 minuti prima dell’assassinio di JFK in cui si veniva suggerito di chiamare l’ambasciata statunitense per alcune “grandi notizie”. Lo si legge su un file scritto all’allora direttore dell’FBI dal vice (Plans) della CIA. “Il servizio di sicurezza britannico (MI-5) ha riferito che alle 22:05 GMT il 22 novembre una telefonata anonima è stata fatta a Cambridge, in Inghilterra, ad un giornalista senior del Cambridge News. Dopo il messaggio, il chiamate ha riattaccato. “Il punto importante è che la chiamata è stata fatta, secondo i calcoli MI-5, circa 25 minuti prima che il presidente fosse ucciso. Il giornalista non aveva mai ricevuto una chiamata di questo tipo prima e l’MI-5 afferma che fosse una persona affidabile.

10. L’FBI stava cercando di seguire Oswald prima dell’assassinio
L’FBI stava già cercando di tenere traccia di Oswald nell’ottobre del 1963, secondo un memo della divisione di New Orleans dell’agenzia.
Un agente ha scritto che Oswald era sotto osservazione, stando almeno a “fonti cubane”, e che le informazioni erano state trasmesse in seguito alle autorità di Dallas.

11. Piani di assassinii da parte della CIA
Tra tutti questi file c‘è anche una lunga relazione sui complotti e i piani di assassinio della CIA, inclusi un numero di ricevute e tutta la contabilità per centinaia di migliaia di dollari su operazioni segrete in Cuba, Vietnam e nella Repubblica Dominicana.

12. Feste di sesso a Hollywood
Un documento dell’FBI parla di una “squillo di lusso di Hollywood” amica stretta di un detective privato di Los Angeles, Fred Otash, che era stato in gabbia per aver truccato le corse di cavalli. La donna contattò membri dell’ufficio FBI di Los Angeles dicendo loro che Otash le aveva chiesto di “partecipare a party a base di sesso” con JFK, suo cognato Peter Lawford, Frank Sinatra e Sammy Davies Jr. La donna disse di non averne mai saputo nulla prima.

Otash ha poi suggerito che agli agenti dell’FBI che la rivista “Confidential” stava “cercando fango su Kennedy o Lawford” per una serie di articoli prima delle elezioni del 1960.