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Puigdemont: "Dialogo o dichiarazione d'indipendenza". Madrid: scatta l'articolo 155

Il messaggio contenuto in una lettera twittata 2 minuti prima della scadenza e indirizzata a Rajoy. Risponde subito il governo spagnolo: con l'articolo 155 ripristineremo la legalità in Catalogna

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Puigdemont: "Dialogo o dichiarazione d'indipendenza". Madrid: scatta l'articolo 155

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“Se il Governo persiste ad impedire il dialogo e continuare la repressione, il parlamento catalano procederà, se lo riterrà opportuno, a votare la dichiarazione di indipendenza”. Nessuna dichiarazione formale di indipendenza, insomma. Non ancora. E così Madrid commissarierà la Catalogna.

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"C'è la possibilità che io, o il presidente della Generalità, o tutto il governo, possiamo essere destituiti o perfino che finiamo in prigione"

Il ministro degli esteri catalano Raul Romeva

Questi gli effetti della missiva firmata dal presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, e indirizzata a Mariano Rajoy nel giorno della scadenza dell’ultimatum. Chiarite la vostra posizione o procederemo alla sospensione dell’autonomia della Regione mettendo in atto l’articolo 155 della costituzione, era stato il diktat di Madrid di lunedì.

++ Cosa dice l’articolo 155, un mistero giuridico finora mai applicato ++

Barcellona ha preferito insistere sulla convocazione, a priori, di un tavolo di trattativa e così la Moncloa ha replicato a stretto giro alla Generalitat, inflessibile: “Il governo della Spagna continuerà con le procedure previste all’articolo 155 della Costituzione per ripristinare la legalità nell’autogoverno della Catalogna”.


Succede tutto nella mattinata di giovedì 19 ottobre, data ultima per la consegna di una riposta definitiva da parte delle autorità catalane alle controparti spagnole. In poco di mezz’ora lo scambio di tweet e di comunicati tra i due esecutivi che potrebbe cambiare le sorti della Spagna.

“La riunione da noi richiesta non si è mai tenuta”, aveva scritto Puigdemont nella sua lettera, condivisa due minuti prima la scadenza dell’ultimatum (ore 10). “Né sono stati fatti passi per annullare la repressione. Al contrario, questa è stata aumentata con l’arresto del Presidente di Omnium Cultural e di quello dell’Assemblea Nacional Catalana”, ovvero i due “Jordis”, Sánchez e Cuixart. “Nonostante la nostra volontà di dialogo, il fatto che la risposta sia la sospensione dell’autonomia indica che il Governo spagnolo non è cosciente del problema e non vuole parlare con noi”.

La risposta del Governo spagnolo era prevedibile ed è affidata anch’essa ad un comunicato twittato dopo pochi minuti:


“Come conseguenza, il governo della Spagna continuerà con le procedure previste all’articolo 155 della Costituzione per ripristinare la legalità nell’autogoverno della Catalogna. Sabato prossimo il Consiglio dei Ministri, riunito in modo straordinario, approverà le misure in Senato per proteggere l’interesse generale degli spagnoli, compresi i cittadini della Catalogna, e ripristinare l’ordine costituzionale nella regione. Il governo ringrazia il sostegno delle varie forme politiche con le quali sta definendo al momento una risposta maggioritaria e consensuale alla sfida secessionista. D’altra parte, ha denunciato l’atteggiamento dei responsabili della Generalitat nel cercare, deliberatamente e sistematicamente, lo scontro istituzionale nonostante i gravi danni che questo sia causando alla convivenza e alla struttura economica della Catalogna. Il governo farà tutto quanto in suo potere per ripristinare al più presto la legalità e l’ordine costituzionale e la convivenza pacifica tra i cittadini, frenando la crisi economica che sta causando incertezza giuridica in Catalogna”


Il portavoce dell’esecutivo, Íñigo Méndez de Vigo y Montojo, si è presentato poco dopo davanti ai giornalisti in conferenza stampa confermando che il prossimo passo sarà la riunione dei ministri di sabato in cui si delineeranno le procedure per iniziare il commissariamento della regione autonoma.

La presidenza del governo spagnolo sta ora negoziando con Psoe e Ciudadanos (Cs) le misure che saranno prese contro la Catalogna nel quadro dell’art. 155 della costituzione e che saranno avviate dal consiglio dei ministri straordinario. Riunioni sono in corso da questa mattina alla Moncloa con rappresentanti dei due partiti. Il pacchetto di misure sarà sottoposto lunedì al Senato, che dovrebbe dare il via libera nel giro di una settimana circa.