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La Commissione europea 'inorridita' per l'omicidio della giornalista Caruana Galizia

Il figlio della cronista dei Panama Papers punta il dito contro le autorità maltesi

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La Commissione europea 'inorridita' per l'omicidio della giornalista Caruana Galizia

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‘A Malta esiste una cultura dell’impunità e il governo di Joseph Muscat assieme ad altre autorità ne sono complici’. Non usa mezzi termini Matthew, il figlio di Daphne Caruana Galizia, la giornalista assassinata lunedì a Malta con una bomba piazzata sull’auto che aveva noleggiato poco prima.

La donna, 53 anni, faceva parte del Consorzio Internazionale dei giornalisti investigativi, quelli che nell’aprile del 2016 pubblicarono i Panama Papers, un fascicolo riservato composto da oltre 11 milioni di documenti digitalizzati che ha fornito informazioni dettagliate su oltre 214.000 società offshore.

La cronista aveva scoperto che due compagnie off-shore erano intestate al ministro dell’Energia maltese Konrad Mizzi e al capo dello staff del premier Muscat.
Pochi mesi fa, sul suo blog, aveva accusato la moglie di Muscat, Michelle, di essere la proprietaria di ‘Egrant’, la terza compagnia panamense citata nei Panama Papers.

Durissima la condanna dell’Unione europea, alla notizia dell’omicidio.

“Siamo inorriditi dal fatto che una giornalista molto nota e rispettata Daphne Caruana Galizia – ha detto il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas – abbia perso la vita in quello che sembra essere un attacco mirato”.


Il premier maltese, che ha sempre respinto ogni accusa, ha promesso che i responsabili dell’attentato verranno assicurati alla giustizia.


Soltanto 15 giorni fa la cronista aveva depositato una denuncia dopo aver ricevuto minacce di morte. Nel suo ultimo articolo scriveva che a Malta ‘ovunque si guardi ci sono criminali e che la situazione è disperata’. Forse non immaginava fino a che punto.