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Colombia: le Farc al banco di prova della politica

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Colombia: le Farc al banco di prova della politica

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Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC) chiudono con mezzo secolo di lotta armata e diventano un partito politico. In caso di condanna per crimini un ex guerrigliero può continuare a ricoprire un incarico pubblico? Sì secondo il politogo Avila Peace interpellato da euronews: “Se un guerrigliero, membro del Congresso, dopo un anno, nel 2019, venisse condannato, potrebbe continuare a mantenere la sua carica, purché dica la verità, chieda perdono e prometta di non ripetere le stesse azioni”.

Il processo di pace è tutt’altro che concluso, la vita in Colombia è stata dominata per mezzo secolo dai conflitti, un circolo di violenza diffusa difficile da interrompere: “La Colombia ha un enorme problema. Una battaglia per la terra, la verità e la politica. Ci sono persone nelle regioni, parlo di élite regionali, che hanno tratto profitto da questo conflitto e che sono disposti a uccidere chiunque pur di conservare lo statu quo. Ecco perché ci sono persone che non vogliono il processo di pace”, spiega Avila Peace.

Da aprile, 23 tra guerriglieri e loro familiari sono stati uccisi. Le Farc chiedono protezione: “Pensiamo e ribadiamo al governo che, se c’è veramente la volontà di impegnarsi nel processo di pace, uno dei principali obiettivi è quello di smantellare il sistema paramilitare del paese”, dice Fredy Pastor alias Jair Romero delle Farc.

Gli ex guerriglieri delle Farc guardano con ottimismo al futuro incerto. “Ora inizia la parte più difficile per le Farc. Devono riuscire a sapersi vendere come partito politico dopo 53 anni di guerra e migliaia di morti. Per questo dovranno smorzare i toni, senza rinunciare ai loro ideali rivoluzionari”, commenta l’inviato di Euroenws a Bogotà Héctor Estepa.