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Il Cile depenalizza l'aborto

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Il Cile depenalizza l'aborto

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Hanno vinto le donne, la democrazia e il Cile. Così la Presidente cilena Michelle Bachelet dopo il giudizio della Corte Costituzionale che ha convalidato la legge che autorizza l’aborto in condizioni determinate. L’ultimo Paese d’America Latina ad aver compiuto lo stesso passo era stato l’Uruguay nel 2012. Grande la soddisfazione delle associazioni abortiste:

“Questo è un passaggio storico, è il frutto di decenni di lotta delle femministe, della donne, delle organizzazioni per i diritti umani. Siamo state incisive nel dibattito legislativo, siamo state incisive di fronte al tribunale costituzionale e la costituzionalità dell’aborto è stata riconosciuta per i tre casi previsti dalla legge”.

La decisione della giustizia cilena ha scatenato allo stesso tempo l’indignazione delle associazioni che considerano l’aborto una forma d’omicidio, come afferma Rosana Landaluce, portavoce dell’associazione InformAborto: “In questo Paese oggi è una giornata nera perchè è stato appena stato approvato il genocidio per via legale”.

Il testo di legge sul quale si sono espressi i giudici era stato varato il 31 di GENNAIO del 2015, corrisponde ad una parziale depenalizzazione dell’aborto e si adegua agli standard rispettati in numerosi altri Paesi, inclusi Paesi d’America Latina: interruzione di gravidanza soltanto sono in caso di gravi malformazioni del feto, di rischio per la vita della madre e di gravidanza a seguito di violenza sessuale.