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Elezioni in Kenya: seggi chiusi, si temono violenze


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Elezioni in Kenya: seggi chiusi, si temono violenze

Seggi chiusi in Kenya dov’è iniziato lo spoglio delle schede che dirà chi è il prossimo presidente. I risultati non sono attesi prima di mercoledì, la Commissione elettorale ha sette giorni di tempo per dichiarare il vincitore. A sfidarsi in un testa a testa annunciato come serrato sono il presidente uscente, Uhuru Kenyatta, e il leader dell’opposizione, Raila Odinga. Non è il primo confronto tra i due, già nel 2013 si sono contesi la poltrona presidenziale e ad avere la meglio – anche se con un margine risicato – fu l’attuale presidente. Uno dei timori principali è la trasparenza del sistema di voto sul quale ha vigilato la missione di osservatori dell’Unione Europea.

“Ci sono 130 osservatori dispiegati in tutto il Paese. In questo modo possiamo avere il quadro di quello che succede a Nairobi e in altre parti. Qeusto fa parte della nostra missione di osservazione che è a lungo termine e che include la campagna elettorale, il giorno del voto, ma anche il conteggio, la verifica e i giorni che seguono elezioni, che anche sono una parte importante dell’intero processo”, spiega il capo della missione di osservatori dell’Unione Europea, Marietje Schaake.

Ad essere eletto è anche il Parlamento e il governatore di ben quarantuno contee. Dispiegati 180.000 uomini delle forze dell’ordine davanti ai seggi. Non si temono solo brogli ma anche violenze post-elettorali.

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