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"Documenta 14": la replica del Partenone, fatta con 100.000 libri censurati dal regime nazista

Documenta 14 Kassel

The Parthenon of Books è l’opera concettuale che Marta Minujin ha realizzato quest’anno in occasione del Documenta 14, una delle più importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea europee aperte al pubblico al 17 settembre.

A Kassel, in Germania, nella piazza dove i nazisti bruciarono i testi considerati “degenerati”, l’artista argentina ha ricostruito il monumento simbolo di Atene, assemblando oltre 100.000 volumi. Una replica di questa opera di 20mila volumi realizzata a Buenos Aires nel 1983. In pratica quasi tutti i libri proibiti dal regime nazista. Ci sono 1984 di George Orwell, il Decameron di Boccaccio, la Teoria Generale della Relatività di Albert Einstein, Le metamorfosi di Franz Kafka”, il Candido di Voltaire. E poi: Thomas Mann, Paulo Coelho, Niccolò Machiavelli. Persino Tom Sawyer e Alice Nel Paese Delle Meraviglie.

Molti dei testi sono stati donati dal pubblico, mentre ad aiutare Marta Minujin nella realizzazione dell’opera sono stati gli studenti universitari, che hanno aiutato Minujín a elaborare un elenco che comprende almeno 170 titoli.

Con l’aiuto di una campagna pubblica sono poi state reperite migliaia di copie che alla fine sono state distribuite lungo la facciata e le colonne di “The Parthenon of Books”. “Partenón de libros prohibidos” era stato già realizzato nel 1983 a Buenos Aires, in un paese in cui negli anni Settanta la dittatura militare aveva vietato volumi di Karl Marx e Fidel Castro, nonché “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry. Un work in progress costituito da una maestosa struttura in ferro che sostiene migliaia di libri incellophanati donati dai visitatori durante i 100 giorni della mostra.

Tra arte contemporanea e attualità

Nella Documenta Halle a sorprendere il pubblico anche il lavoro di Guillermo Galindo con le sue partiture musicali rappresentate come mosaici di pixel e i due relitti di barche in legno usate dai migranti a Lesbo, che l’artista trasforma in strumenti musicali. In tema di riproposizione l’installazione-performance con scrivanie e nastro adesivo di Marie Cool e Fabio Balducci e il lavoro “Fundi” del maliano Aboubakar Fofana.

Nel Museo Fridericianum, sede storica della manifestazione, viene proposta anche una versione riadattata della collezione dell’EMST, Museo Nazionale di Arte Contemporanea in Grecia, a cura della direttrice Katerina Koskina, presentata ad aprile nella città di Atene. Ad accogliere il visitatore all’ingresso il mosaico digitale proiettato a terra di Nikos Alexiou; proseguendo nelle numerose sale, oltre ai tanti nomi più o meno conosciuti del panorama greco, in mostra alcuni pezzi storici di Bill Viola e Jan Fabre.

Tra le opere esposte, degna di nota è anche l’installazione dell’iracheno Hiwa K che ripropone il tema dell’accoglienza nella grande installazione all’esterno della Halle, ricostruendo ambienti domestici in grossi tubi in argilla.

Il tema certamente più attuale e vivo, anche per la ricaduta politica, è quello relativo alle migrazioni. Documenta 14 si è ripropone dunque come una piattaforma di sperimentazione tra Atene e Kassel, dove le tensioni generatesi dalla crisi europea fra i due paesi vengono poste a confronto e divengono punto di partenza per nuove strategie artistiche.