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Scintille off-shore: guerra per il gas fra Cipro e Turchia

Il presidente Anastasiades: "Lo sfruttamento nostro diritto inalienabile". Ma Erdogan mette in guardia: "Passi irresponsabili. Nessuna iniziativa senza il nostro accordo"

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Scintille off-shore: guerra per il gas fra Cipro e Turchia

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Cipro difende le trivellazioni: “Un nostro diritto”


Attenzione, atmosfera altamente infiammabile. È quella che si respira al largo delle acque cipriote, a causa dei suoi ricchi giacimenti di gas naturale e petrolio. Scintilla che rischia di mettere fuoco alle polveri, le sue promesse di ricchezza e trilioni di metri cubi: il presidente cipriota Anastasiades difende il diritto sovrano al loro sfruttamento, ma la voce grossa fatta da Ankara ha imposto il pattugliamento con mitragliatrici ed elicotteri.

L’altolà di Erdogan a Cipro e comunità internazionale: “Nessuna iniziativa senza il nostro accordo”

“Passi irresponsabili da parte delle compagnie internazionali (…). Nessuna iniziativa deve essere intrapresa senza il nostro accordo. In ballo c‘è l’amicizia con la Turchia”.


Riferimento del presidente turco Erdogan è a un consorzio fra Eni e Total, a cui sono state affidate le trivellazioni. In base al calendario annunciato da Nicosia, le operazioni dovrebbero iniziare entro la fine del mese.

Mentre sul posto arrivava la prima nave per l’avvio delle operazioni, il presidente Erdogan metteva in guardia da qualsiasi iniziativa intrapresa senza l’accordo della Turchia. Pronta la replica di Atene, che a qualche giorno appena dal fallimento dei negoziati su Cipro di Crans Montana, non ha esitato ad appoggiare Nicosia: “Sovrano il suo diritto a sfruttare i giacimenti – ha detto il primo Ministro Tsipras – e chiave la nostra collaborazione sullo scacchiere internazionale”.