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Usa: vino e cannabis, un bussiness vincente


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Usa: vino e cannabis, un bussiness vincente

Barbara e Bill Steele si sono trasferiti anni fa in un remoto angolo dell’Oregon per coltivare biologicamente uva e produrre vino di alta qualità. Ma ora, circa un decennio più tardi, I proprietary di Vineyard & Garden stanno pensando a un business diverso: quello della Marijuana. Negli Stati Uniti l’abbinamento di alcuni tipi di cannabis con differenti tipi di vino è diventato un bussiness che va via via crescendo.

“Lo scorso anno, abbiamo coltivato circa 30 piante, con 5 diverse varietà o cloni. Quest’anno arriveremo a circa 60 piante. Sempre con 5 diverse varietà, forse anche di più. Quest’anno passeremo dal seme al fumo. I semi provengono dalla nostra proprietà”.

Il bussiness è rivolto a un particolare target. Quello dei millennials, molto interessati sia a bere che a fumare.

Mentre la coppia si dedicava alla coltivazione della marijuana esclusivamente a scopo medico, la recente legalizzazione da parte dello stato della coltivazione a scopo ricreativo, ha suscitato interesse in altri produttori di vino.

Katherine Bryan gestisce Deer Creek Vineyards con il marito. Sostiene che questo angolo dell’Oregon è perfetto per le coltivazioni sia del vino che della cannabis.

“Penso che il motivo per il quale potremo avere successo nell’industria della cannabis sia da ricercare nella nostra esperienza di coltivatori di vigne e di venditori di vino. Credo ci siano molte similitudini. E penso che sia una opportunità fantastica per fare la differenza e fare un bel po’ di soldi”.

La Marijuana è ancora illegale a livello federale: per questa ragione i vignaioli devono tenere i due bussiness separati altrimenti rischiano di perdere la licenza per imbottigliare e vendere vino.
L’erba di Katherine crescerà nella terra confinante con i suoi vigneti, sarà etichettata con un nome diverso e la gestione finanziaria sarà separata da quella del vino.

“Stiamo facendo tutto quello che possiamo per essere il più trasparenti possibile e per essere un buon esempio per il resto dell’industria.
E ci assicuriamo che tutti coloro che lavorano per noi capiscano e si attengano alla legge”.

Come Katherine, gli Steele intravedono un enorme potenziale nei millennials che bevono molto più vino ma che vogliono anche fumare erba.

“Sono alla ricerca di un’esperienza che combini vino ed erba. Per questo vengono chiamati “Party Wine and weed”

“Mi piacerebbe chel’erba prodotta in questa regione raggiungesse i numeri dell’industria del vino, sia in termini di qualità che di quantità”.

Ma i coltivatori di erba e quelli di vino non sempre vanno d’accordo. La legalizzazione della marijuana a scopo ricreativo è esplosa con un mare di polemiche.

Alcuni vignaioli sono preoccupati che l’odore delle coltivazioni di cannabis nei dintorni possa alterare il gusto dell’uva.

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