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Alpha Condé: "Vogliamo che sia rispettata la nostra sovranità. Cooperazione paritaria con l'Europa (e con la Francia)"


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Alpha Condé: "Vogliamo che sia rispettata la nostra sovranità. Cooperazione paritaria con l'Europa (e con la Francia)"

Il presidente della Guinea Alpha Condè ci ha concesso un’intervista esclusiva sui temi caldi del momento: dal terrorismo, alla cirsi alimentare africana fino alle relazioni con la Francia, di cui è stata una colonia, e a quelle con l’Unione Europea.

Dopo la sua elezione, nel 2010, Condè si è dimostrato incline verso un radicale cambio di marcia nel Paese e, da presidente dell’Unione Africana, crede sia giunto il momento di imprimere una nuova marcia alle relazioni dei paesi africani con l’Europa.

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Euronews: “Presidente Condè, grazie di aver accettato il nostro invito”

Condè:“Grazie.”

LOTTA AL TERRORISMO

Euronews: “Viviamo in un periodo di globalizzazione del terrore, come possono gli Stati africani far fronte alla situazione?

Condé: “A noi manca lo sviluppo, e il terrorismo si alimenta e cresce proprio grazie alla povertà e all’ingiustizia. Se il terrorismo prende piede in Africa è a causa della povertà che c‘è. Quindi la nostra prima battaglia è quella contro la povertà e per lo sviluppo. E’ questo che ci permette, allo stesso tempo, di combattere il terrorismo e di controllare l’immigrazione. Siamo obbligati a dare una risposta militare, ma prima di tutto gli africani devono prendere in mano la propria capacità di difesa”

IL CONTROLLO DELLIMMIGRAZIONE DA SUD A NORD

Euronews: “Esiste ancora la possibilità di cooperare con l’Unione Europea per controllare l’immigrazione dai Paesi del sud del mondo verso il nord?”

Condé: “Noi diciamo chiaramente ai nostri amici europei che capiamo i loro problemi, ma loro sanno benissimo che se i nostri ragazzi emigrano, è perchè vogliono trovare quello che in Africa non c‘è. Per questo l’Europa deve sostenerci. Noi possiamo essere utili all’Europa a condizione che la cooperazione sia da pari a pari, e che ci sia una convenienza per entrambe le parti”.

Euronews: “La crisi alimentare è la causa dell’ondata migratoria o ci sono altre cause?”

Condé: “Ci sono anche le conseguenze dei cambiamenti climatici, per noi è un enorme problema. Abbiamo lanciato un appello a tutti gli Stati Europei e alla comunità internazionale perchè ci aiutino in questa situazione; è evidente che il cambiamento climatico e la siccità sono in gran parte responsabili di quello che sta succedendo. Ma ci sono anche le guerre…insomma è per superare tutto questo che vogliamo che l’Africa si sviluppi e sviluppi soprattutto l’agricoltura. Perchè se l’agricoltura funziona non avremo piu’ fame”

I RAPPORTI TRA L’UNIONE AFRICANA E L’UNIONE EUROPEA

Euronews: “Cosa rimproverate all’Unione Europea?”

Condé: “Non si tratta di fare critiche all’Europa. Il nostro primo obiettivo è che l’Africa conti sulle proprie forze per riuscire. Non vogliamo piu’ che lo sviluppo dell’Africa dipenda da potenze straniere. Dobbiamo cooperare col mondo intero – quindi con l’Unione Europea, con la Cina, l’India, il Brasile, ma lo sviluppo dell’africa dipende innanzitutto dagli africani”.

Euronews: All’interno dell’Unione Africana manca coesione tra i Paesi membri?”

Condé: “No…al contrario, noi oggi parliamo con una voce sola. Abbiamo deciso, attraverso il metodo del consensus, che era necessario rafforzare i nostri legami perchè siamo consapevoli delle grandi sfide con cui l’Africa deve fare i conti e solo insieme, uniti, possiamo risolvere i nostri problemi. Oggi c‘è una sola voce. E con le riforme che stiamo facendo ci daremo i mezzi per raggiungere i nostri obiettivi, mentre prima non era cosi”

IL PROBLEMA DELLINFIBULAZIONE

Euronews: Si parla molto del problema delle mutilazioni genitali femminili. Quali strumenti politici esistono per trovare una soluzione?

Condé: “Non si tratta solo di politiche, ma di educazione perchè parliamo di costumi ancestrali ma che sono contrari alla dignità della donna. Oggi in Guinea, per esempio, questo è un enorme problema, siamo in ritardo rispetto ad altri paesi e siamo intenzionati a recuperarlo. C‘è la politica, c‘è l’educazione, ma ci sono anche le sanzioni. Quindi è agendo su tutti questi livelli che si puo’ risolvere il problema”.

I RAPPORTI CON LA FRANCIA

Euronews: “Torniamo ai rapporti tra i Paesi africani e la Francia. Qual‘è la direzione che si sta prendendo?

Condé: “Noi stiamo andando verso la cooperazione tra Stati sovrani, una cooperazione egualitaria e utile ad entrambe le parti. Vogliamo che la Francia consideri gli Stati africani come degli Stati autonomi, sovrani e che la cooperazione tra l’Africa e la Francia sia una cooperazioni tra Stati sovrani”.

Condé: “Con la Francia abbiamo in comune la lingua e il passato. Ma questo non deve impedirci di avere rapporti paritari. E’ proprio per questo che parlo della maturità dell’Africa”

Euronews: “Vuol dire che fino ad oggi non ci sono state relazioni paritarie?

Condé: “Lei sa bene che i rapporti con la Francia, ex potenza coloniale, non sono rapporti paritari. Ma oggi questo è superato, vogliamo che la Francia consideri i paesi africani come considera il Brasile o altri: vogliamo che la cooperazione si faccia tra Stati sovrani”.

LA CONTINUITA’ DI CONDE’ AL POTERE

Euronews: “Nei prossimi anni continuerà a guidare la Guinea per portare avanti le riforme?

Condé: “Quello che mi chiedo è: perchè questa domanda non si pone mai ai dirigenti e ai paesi asiatici o europei? Perchè lo si chiede solo agli africani?

Euronews: “Glielo chiedo io, non ho la risposta”

Condé: “No, certo, ma per questo le domando..”

Condé: “Perchè non dite mai che bisognerebbe chiederlo anche alla Malesia, o a Singapore o alla signora Merkel: “Vi presenterete per il terzo o il quarto mandato o no? Perchè la domanda si pone solo agli africani?”

Euronews: “Qualche volta lo facciamo”

Condé: “Noi vogliamo che l’Africa migliori, vogliamo che gli africani decidano il loro futuro e non vogliamo che siano altri a dirci cosa dobbiamo fare o a imporci un modello di governo”

Euronews: “Sono d’accordo con voi, è una questione che esiste ed è legittima”

Condé: “No, non è una questione legittima, al contrario, è illegittima perche ci si vuole imporre un punto di vista contrario a quello che – loro (cioè i paesi sviluppati ed ex colonialisti) – hanno fatto. Cioè loro dicono: “quello che noi abbiamo fatto per svilupparci, non volgiamo che lo facciate anche voi”. Come crede che possiamo creare sviluppo cosi?”

L’AFRICA E IL RUOLO DELLA CINA

Euronews: “Parlate spesso della Cina…”

Condé: “Esiste una cooperazione con la Cina esattamente come ne esiste una con l’Europa o con altri Paesi. Quello che vogliamo è una cooperazione utile a entrambe le parti, una cooperazione che rispetti l’Africa e che permetta all’Africa di progredire…poco importa che domani siano dei marziani a cooperare con noi…bisogna farla finita con questo fantasma della minaccia cinese…E’ solo un fantasma e noi non ci crediamo”

CONAKRY, CAPITALE DELLA GUINEA, CAPITALE MONDIALE DEL LIBRO

Euronews: “L’Unesco ha scelto la capitale della Guinea come capitale mondiale del Libro”

Condé: “E’ un omaggio agli scrittori della Guinea e dell’Africa in generale e noi ne siamo molto fieri, faremo tutto il possibile perchè si trasformi in un successo.
(n.d.r. “http://www.conakrycapitalemondialedulivre.com/”)

L’EREDITAPOLITICA DI MANDELA

Euronews: “Qual‘è la figura emblematica che ha influenzato la vostra esperienza politica?”

Condé: “In Africa?”

Euronews: “Si…”

Condé: “Ma sicuramente, come per tutti gli africani, è stato Nelson Mandela”.

Euronews: “Presidente grazie di averci concesso questa intervista.”

Condé: “Prego”

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