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Il calcio è un gioco da ragazze! Una squadra catalana vince il campionato maschile


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Il calcio è un gioco da ragazze! Una squadra catalana vince il campionato maschile

“Voi non siete ancora consapevoli di quello che avete raggiunto, di tutte le barriere, i tabù e gli stereotipi che avete demolito”. Dani Rodrigo, allenatore della AEM Lleida, ricorda con grande emozione le parole che ha dedicato alle sue giocatrici.

Sono ragazze di età compresa tra i 12 e i 14 anni e quest’anno hanno vinto, con quattro giornate di anticipo, il campionato giovanile della Catalogna. Ma, attenzione, hanno vinto il campionato maschile!

In 23 partite giocate finora ne hanno persa solo una. Una sconfitta, quella poco prima di Natale, che oggi ha il spore della sorpresa, perché maturata contro una squadra di bassa classifica.

“Ci hanno dato una bella lezione. Quella sconfitta ci ha riportato con i piedi per terra”, ricorda Rodrigo.

Oggi, con la vittoria del campionato già in tasca, l’allenatore non smette mai di ripetere alle ragazze che sono diventate “un punto di riferimento per tante coetanee”.

“La sfida di creare una squadra femminile che potesse competere in un campionato maschile è iniziata tre stagioni fa – ricorda José María Salmerón, direttore generale del club – Eravamo alla ricerca di un campionato più competitivo. È stato molto difficile convincere i loro genitori. Qualcuno ci ha dato dei pazzi, ma ora è chiaro che abbiamo preso la decisione giusta”.

Il primo anno tra i ragazzi è stato un disastro, con una sconfitta dopo l’altra. Un anno dopo hanno chiuso terze in classifica e in questa stagione hanno compiuto il capolavoro: hanno dominato il torneo e ora ricevono inviti da tutto il mondo: dall’Europa, agli Stati Uniti. Sono anche andate a giocare un torneo in Ecuador.

L’impresa delle ragazze di AEM Lleida non è nuova. Appena un anno fa, la formazione femminile del Rayo Vallecano ha raggiunto un traguardo simile, ma sono passate inosservate.

Ad accendere i riflettori sul calcio giovanile sono stati gli scontri – non solo verbali – tra i genitori dei giovani atleti. “Alcuni genitori fanno commenti spiacevoli che a volte ci riguardano, ma cerchiamo di ignorarli, perché vogliono solo per distrarci”, spiega Lorena Caballero, una delle giocatrici della squadra.

In alcuni casi, sono state la madri a gridare commenti ‘machisti’ ed è per questo motivo che sulla maglia celebrativa della squadra per festeggiare la vittoria del campionato è impressa la frase: “Anche le Barbie possono giocare”. Una dedica speciale per tutti coloro che, nel corso di questa stagione, gridavano alle campionesse di rinunciare al calcio e andare a casa a giocare con le bambole.

Lorena preferisce ricordare, tuttavia, il “divertimento di battere i ragazzi”.

“Loro sono più veloci di noi, ma noi siamo meglio di loro tatticamente”, spiega la giocatrice fan di Puyol, l’ex capitano del Barcelona che sogna di giocare con i blaugrana.

Un obiettivo quasi impossibile confessa il suo allenatore: “Oggi le nostre calciatrici migliori sono costrette a lasciare il Paese per giocare all’estero, nel campionato inglese, negli Stati Uniti o in Francia”.

photos by Xavier Baró

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