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L'Olanda del dopo voto: sollievo (a metà), interrogativi tanti


Paesi Bassi

L'Olanda del dopo voto: sollievo (a metà), interrogativi tanti

Wilders non sfonda, ma l’avanzata preoccupa

Scongiurato lo sfondamento dell’estrema destra di Wilders, i Paesi Bassi si svegliano all’indomani delle elezioni tra sollievo, bilanci sfumati e incertezze per il futuro. Tra gli argomenti di soddisfazione addotti dai passanti che all’Aja si offrono alle telecamere anche il messaggio delle urne al populismo montante in altri paesi europei: “Spero che partiti di estrema destra come quello di Wilders facciano ora un passo indietro – dice un libraio -, sarebbe un segnale positivo soprattutto per Francia e Germania”.

Se l’ultradestra di Wilders ha mancato il sorpasso ai liberali di Rutte che molti temevano, i numeri ne rivelano tuttavia una forte avanzata. “Questi risultati sono per me in parte deludenti e lo dico soprattutto in riferimento al partito di Wilders – dice un altro passante -. Io ho votato per i Verdi, potrete quindi immaginare come la vedo. L’ulteriore avanzata dell’estrema destra è terrificante”.

Rutte a caccia di partner di governo: al via il complesso gioco delle alleanze

Vinte le elezioni, i liberali di destra dovranno però ora riuscire nel difficile esercizio delle alleanze di governo.“Sono contento che Rutte ce l’abbia fatta – commenta un altro residente -. Ora attendo con ansia di scoprire che coalizione riuscirà a formare”.

Praticamente virtuali le sue chances di arrivare al governo, Wilders ha parlato di appuntamento solo rimandato e di “primavera patriottica” che prima o poi arriverà.

“Il Primo ministro Mark Rutte – dice l’inviato di eurows, James Franey – cercherà ora con ogni probabilità i futuri partner di coalizione nei Cristiano democratici e negli europeisti del D66. E questo perché ha escluso una collaborazione con Gert Wilders. Neanche una tale alleanza basterebbe tuttavia a garantirgli la maggioranza necessaria e potrebbe addirittura aver bisogno del sostegno di un quarto partito. La formazione di un governo, qui nei Paesi Bassi, richiede in media 74 giorni. Siamo quindi appena all’inizio”.