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Guatemala: la marina blocca la nave abortista dell'ONG Women on Waves


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Guatemala: la marina blocca la nave abortista dell'ONG Women on Waves

La marina del Guatemala ha bloccato una nave della ONG Women on Waves arrivata nel porto di San José. Sull’imbarcazione si trovano medici pronti a somministrare alle donne, che stanno portando avanti una gravidanza non desiderata, pillole abortive. Nel Paese del centro America, l’aborto è proibito per legge, salvo i casi in cui la vita della madre sia in forte pericolo.

“Pensavano – assicura Quetzali Cerezo, attivista per il diritto di aborto – che sarebbe stata una buona opportunità venire in America Latina per la prima volta, per promuovere la depenalizzazione e la legalizzazione dell’aborto come diritto umano per le donne”.

La ONG che, in acque internazionali, somministrerebbe le pillole a donne che non hanno superato le dieci settimane di gravidanza, fu fondata nel 1999 ad Amsterdam. I farmaci rientrano nella lista dei medicinali essenziali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per l’OMS si tratta di un metodo estremamente efficace e sicuro.

“È peccato – sostiene Marleni Arias, attivista anti aborto – perché non andate nei Paesi Bassi a uccidere i bambini? Perché venite in Guatemala? Qui siamo pieni di maledizioni, non ce ne servono altre”.

In Guatemala ogni anno vengono eseguiti almeno 65.000 aborti illegali. Più di 21.000 le donne che, a seguito di questi interventi, devono essere ricoverate d’urgenza. Gli aborti illegali sono la terza causa di mortalità per le madri guatemalteche.