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Da tutto il mondo meno viaggi verso gli Usa durante l'applicazione del bando anti-migranti


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Da tutto il mondo meno viaggi verso gli Usa durante l'applicazione del bando anti-migranti

Il bando anti-migranti di Trump ha inferto un colpo ai viaggi verso gli Stati Uniti, non soltanto dai Paesi musulmani. Fra il 28 gennaio e il 4 febbraio le prenotazioni da Iran, Iraq, Somalia, Libia, Siria, Sudan e Yemen sono diminuite dell’80% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quelle dal Medio Oriente del 37,5%, quelle da tutto il mondo del 6,5%, secondo dati di Forwardkeys che analizza 16 milioni di prenotazioni aeree al giorno.

Quando il decreto del presidente statunitense è stato sospeso le prenotazioni dall’Iran sono quintuplicate rispetto allo stesso giorno dell’anno scorso.

La misura di Trump rischia di danneggiare un settore che come sottolinea Sébastien Bazin, manager di AccorHotels, è in continua espansione: “Un miliardo e 400 milioni di persone viaggia ogni anno e c‘è un aumento del 5% annuo. Perché il costo dei viaggi oggi si è ridotto di un terzo rispetto a dieci anni fa. Ci sono le compagnie low cost, c‘è più concorrenza nel settore dell’accoglienza, ci sono Airbnb, Booking.com, si possono confrontare i prezzi”.

Gli Stati Uniti restano il secondo Paese più visitato al mondo, con quasi 78 milioni di arrivi nel 2015 e sono al primo posto per entrate derivanti dal turismo, circa 191 miliardi di euro.