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La legge che regolarizza gli insediamenti israeliani spacca in due il paese


Cisgiordania

La legge che regolarizza gli insediamenti israeliani spacca in due il paese

La legge israeliana sulla regolarizzazione degli insediamenti ebraici e le case edificate su terreni privati palestinesi in Cisgiordania ha spaccato in due il Paese. I palestinesi denunciano “un furto legalizzato” mentre alcuni israeliani difendono la legge sottolineando che mette in campo una forma di risarcimento per i proprietari espropriati.

“C‘è un beneficio per entrambe le parti. Per chi possiede la terra ma non può occuparla, in quanto riceve abbastanza denaro e può costruire da qualche altra parte, e per chi vive già lì perché non deve distruggere la propria abitazione. Succede in molte zone del mondo. Mi sembra una cosa buona e giusta”, spiega un residente di Givat Zeev.

La legge è stata fortemente contestata, secondo l’opposizione avrà come effetto quello di portare Israele avanti alla Corte Internazionale Penale dell’Aia.

“Legalizzare gli insediamenti significa che si creeranno ghetti e aree di segregazione in cui i palestinesi dovranno vivere. In altre parole, i palestinesi vengono soffocati. I residenti palestinesi vivono in queste zone che com‘è noto, in base a tutte le norme internazionali, sono terre palestinesi per il futuro stato palestinese”, dice un abitante di Hebron.

Il provvedimento, che desta numerose preoccupazioni internazionali, è stato definito dall’Organizzazione di liberazione della Palestina come “un ostacolo alla pace” e alla possibilità di una soluzione con due Stati.

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