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Francia: lo sconcerto dei cittadini di fronte alla corruzione in politica


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Francia: lo sconcerto dei cittadini di fronte alla corruzione in politica

Il “mi scuso, ma resto” di François Fillon, candidato della destra alle presidenziali francesi, e il rinvio a giudizio dell’ex presidente Nicolas Sarkozy rischiano di alimentare un clima di sfiducia generalizzato nei confronti della politica.

Le reazioni di alcuni cittadini:

“Credo che la gente sia rimasta delusa, aveva messo in primo piano l’integrità e la morale…Adesso è troppo tardi”.

“Le cose devono cambiare. Tutti lavoriamo, tutti abbiamo delle famiglie da sostenere. Anche le nostre mogli lavorano, ma non approfittando del denaro pubblico”.

“È sconfortante assistere a tutte queste vicende generate da Nicolas Sarkozy e da tutta la sua squadra e adesso da François Fillon”.

“Non sono contraria. Perché? Tutti i nostri politici al potere oggi non hanno fatto lo stesso o peggio?”

I politici – parlamentari, eurodeputati e membri del governo – sono in gran parte corrotti: è opinione condivisa da due terzi dei francesi, secondo un sondaggio realizzato per Transparency International.

Le numerose vicende che hanno coinvolto i partiti in modo trasversale, spingono oltre l’80% dei francesi a chiedere un rinnovamento della classe politica, limitando i mandati nel tempo, per esempio, e a controllare più severamente i finanziamenti provenienti da partiti, aziende e privati.

Se a livello mondiale la Francia non è fra i Paesi più corrotti, con un punteggio di 69 su 100, dove 0 corrisponde a “molto corrotto” e 100 a “per nulla corrotto, in Europa si piazza male. Fa meglio dell’Italia, 47/100, o della Romania, 48/100, ma resta lontana da Germania e Regno Unito, 81/100, o dai Paesi Scandinavi, fra i più virtuosi al mondo.

Non sono mancati i tentativi di contrastare la corruzione politica: nel 2013 dopo l’affare Cahuzac viene adottata una legge contro la frode fiscale e la grande criminalità economica e finanziaria.

Il testo prevede che membri del governo e altre persone che ricoprono funzioni pubbliche debbano “evitare o far cessare immediatamente qualsiasi conflitto d’interesse”. Una nuova legge nel 2016 crea l’agenzia francese anti-corruzione e obbliga i parlamentari a rendere pubblici i propri redditi.

Il socialista Jerôme Cahuzac, ex ministro del bilancio, si è dichiarato innocente per mesi prima di ammettere i fatti: essere stato titolare di conti non dichiarati in Svizzera e a Singapore. È stato condannato a tre anni di carcere. Condannato a due anni, uno con la condizionale, l’ex braccio destro di Sarkozy, Claude Guéant, per sottrazione di fondi pubblici.

“Una delle denunce più note del Front National è la corruzione della classe politica”, spiega l’analista Renaud Payre.

Se la legislazione in materia è stata rafforzata, questi reati favoriscono i populisti che fanno leva sulla rabbia della popolazione. Ma questi non fanno eccezione: sulla leader dell’estrema destra Marine Le Pen e sul suo partito pesano diverse inchieste giudiziarie, fra le quali quella sui rimborsi non dovuti ad assistenti parlamentari.

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