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La Russia in lutto dopo la scomparsa del coro dell'Armata rossa

Sochi: il Paese trattiene il respiro e onora le vittime dell'incidente di Sochi dove si è inabissato l'aereo con a bordo l'intero coro dell'Armata rossa

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La Russia in lutto dopo la scomparsa del coro dell'Armata rossa

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Bandiere a mezz’asta, fiori, biglietti di cordoglio e tanti lucciconi a Sochi in Russia così come a Mosca di fronte al quartier generale dell’Armata Rossa. Lo tragedia che ha provocato la morte dell’intero coro è un duro colpo per i russi. Un simbolo del Paese spazzato via in modo violento.

Molte le immagini che ricordano soprattutto le stelle del complesso come il direttore Valery Khalilov.

Afferma un uomo: “I miei antenati cantavano in quest’orchestra fra il 1940 e il 1950, si chiamavano Dolnov. Per questo il coro è parte di me. È una tragedia orribile, impossibile da credere”.

Fra le figure più amate, anche Elizaveta Glinka, 54 anni, notissima come dottoressa Liza, resonsabile dell’organizzazione umanitaria “Aiuto Giusto”. Premiata dal presidente Vladimir Putin. Una figura accusata dagli avversari di essere troppo vicina al potere, ma amatissima in Russia.

Dice una donna: “Non era egoista, era dolce e compassionevole. Ha aiutato tanto, molte persone. C’erano pochi come lei. La Russia ha perduto tanto”.

A bordo dell’apparecchio, oltre al coro, che si sarebbe dovuto esibire nel concerto di Capodanno per i militari alla base russa di Hmeymim, in Siria, anche il direttore del dipartimento Cultura del ministero della Difesa Anton Gubankov, e i giornalisti di tre canali tv russi.