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Banca Mondiale, 65 milioni di sfollati nel mondo

Redazione di Bruxelles

Banca Mondiale, 65 milioni di sfollati nel mondo

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L’obbligo a lasciare le proprie case a causa di crisi e guerre è un fenomeno che riguarda l’89% dei Paesi in via di sviluppo. Ad annunciarlo é la Banca Mondiale che in un rapporto conferma anche come il 99% delle persone coinvolte da questo fenomeno resta all’interno dei propri Paesi.

Per la Banca Mondiale si tratta di una crisi continua, che oggi riguarda circa 60 milioni di persone, ovvero l’1% del pianeta.

Per Xavier Devictor, responsabile del programma rifugiati per la Banca Mondiale, la condizione di rifugiato cambia di caso in caso e da Paese a Paese.

“Essere rifugiato per due, tre anni, pone dei problemi Esserlo per 30 anni ne pone di altri in termini di istruzione, dipendenza economica, capacità a ristabilire certe dinamiche e certi legami di vita” spiega Devictor a Euronews“Cambiano le prospettive. Si tratta di persone che vivono in ambienti dove è praticamente impossibile ottenere un lavoro. Sia a livello legale, il loro status glielo vieta in alcuni Paesi, sia perché vivono in Paesi dove semplicemente l’occupazione non c‘è”.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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