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Arabia Saudita: il rito della lapidazione di Satana fra rafforzate misure di sicurezza

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Arabia Saudita: il rito della lapidazione di Satana fra rafforzate misure di sicurezza

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Sotto elevata sorveglianza, si avvia alla conclusione l’hajj, il pellegrinaggio alla Mecca, in Arabia Saudita, fra i cinque pilastri dell’Islam. Nella vicina Mina, i credenti eseguono il rituale della lapidazione simbolica di Satana nel secondo giorno dell’Aid al-adha, la festa del sacrificio.

Circa 100.000 agenti sono mobilitati per garantire la sicurezza durante il rito, per evitare tragedie come quella dello scorso anno.

“Quest’anno l’atmosfera è davvero calma, il personale di sicurezza prepara le persone – racconta un pellegrino egiziano – si trova alle entrate e alle uscite e non permette alla gente di dormire per strada. È stato ben organizzato dal punto di vista della sicurezza”.

“Non temevo la calca e neppure la morte”, dice una fedele egiziana. “Siamo venuti qui per Dio e qualunque cosa cosa accada è per Dio. Se restiamo in vita o se moriamo è per Dio. È la vita, qualunque cosa accada è per Dio. Non abbiamo paura della morte, Dio dà la vita a coloro che non temono la morte”.

La Mecca accoglie circa due milioni di pellegrini per l’hajj che i musulmani fanno almeno una volta nella vita. Quest’anno non partecipano migliaia di iraniani, a causa delle tensioni fra i due Paesi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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