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Filippine, la campagna anti-droga di Duterte si sposta nelle scuole

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Filippine, la campagna anti-droga di Duterte si sposta nelle scuole

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Un nuovo step nella campagna anti-drogadel presidente filippino, Rodrigo Duterte, contestata e criticata per i suoi brutali metodi che finora hanno portato all’uccisione di qualcosa come 1.800 tra spacciatori e criminali, una media di 36 al giorno. Ora la campagna è approdata nelle scuole, con spettacoli di marionette che mirano ad educare le giovani leve a stare lontane dalla droga.
Remigio Sedanto, a capo del settore delle Relazioni col pubblico della Polizia nazionale spiega: “Questo è parte del nostro programma per tenere la gente al sicuro e far capire, specialmente a quelli che non hanno mai avuto il vizio, quali sono gli effetti delle droghe illegali”.

La guerra alla droga di Duterte sta attirando sulle Filippine attenzioni negative. L’inviata speciale dell’Onu ha definito i metodi del presidente una “violazione delle leggi internazionali”.
E anche a livello interno, sebbene il suo consenso non stia diminuendo, la critica di parte dell’opionione pubblica è feroce. Un gruppo di studenti universitari ha organizzato rappresentazioni teatrali per mettere in scena tutta la brutalità delle azioni di Duterte. Un studentessa racconta come mettere in scena ciò che accade davvero, aiuti a “umanizzare” le vittime: “Questo ci fa capire che le vittime degli omicidi extragiudiziali non sono solo nomi senza volto, sono persone reali e sopprattuto sono vittime”.
Il presidente è arrivato addirittura a mettere una taglia sui poliziotti che non collaborano nella sua lotta alla droga: 43mila dollari di ricompensa a chi denuncia qualcuno implicato nel traffico di stupefacenti.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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