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Srebrenica ricorda il massacro, dopo 21 anni leader serbo-bosniaco nega il genocidio

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Srebrenica ricorda il massacro, dopo 21 anni leader serbo-bosniaco nega il genocidio

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Nel 21mo anniversario del massacro, Srebrenica accoglie le spoglie di altre 127 vittime del genocidio del 1995.

Sono state identificate col test del Dna durante l’ultimo anno, in molti casi si tratta di poche ossa esumate da più fosse comuni.

Una realtà che alimenta la rabbia di fronte alle parole del Presidente della Repubblica serba di Bosnia, Milorad Dodik, che nega lo sterminio di 8.372 persone, mentre si cercano ancora i resti di 1.325 vittime.

“Nel 1995 ho perso mio marito qui e nel 1995 sono scappata con i miei due figli verso Tuzla, attraverso le montagne – ricorda Fatima Duric, vedova di Srebrenica – Dopo tutti questi anni, è stato trovato il suo corpo. Solo poche ossa del suo corpo. E questo è quello che sto seppellisco oggi”.

“A volte voglio scomparire dalla faccia della terra, quando sento qualcuno dire che stiamo mentendo sul massacro – dice Ramiza Omerovic – Come osano dire che stiamo mentendo? È una vergogna. Non ho più mio padre, mia madre e mio marito. Avevo solo 20 anni quando mi sono ritrovata sola con tre figlie piccole”.

Nessun esponente della dirigenza serba era presente alle commemorazioni. Belgrado rifiuta di parlare di genocidio nonstante nei mesi scorsi Radovan Karadzic, ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, è condannato a 40 anni di carcere.

Dei resti delle 127 vittime identificate, solo 11 erano scheletri completi.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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