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Nigeria: dopo due anni le famiglie attendono il ritorno delle ragazze di Chibok

Le ragazze di Chibok sono le vittime più tristemente celebri di Boko Haram, l’organizzazione terrorista di matrice islamica che ha fatto dei

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Nigeria: dopo due anni le famiglie attendono il ritorno delle ragazze di Chibok

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Le ragazze di Chibok sono le vittime più tristemente celebri di Boko Haram, l’organizzazione terrorista di matrice islamica che ha fatto dei rapimenti un’arma di guerra.

In questo video, girato pochi giorni dopo il sequesto, Abubakar Shekan, leader di Boko Haram, promette che rilascerà le 276 liceali soltanto in cambio di prigionieri del gruppo armato.

La notte tra il 14 e il 15 aprile 2014 a Chibok, città remota nel nordest della Nigeria, i miliziani fanno irruzione nei dormitori del liceo e rapiscono le 276 studentesse, tutte tra i 16 e i 18 anni.

Il villaggio è sotto choc. I genitori delle liceali sono disperati e non sanno cosa fare davanti all’impotenza e all’immobilismo del governo nigeriano.

Ai primi di maggio cinquantasette ragazze riescono a sfuggire ai loro prigionieri. Nelle immagini le vediamo con i loro familiari durante un incontro, a fine luglio 2014, con l’allora presidente della Nigeria Goodluck Jonathan. Il capo di Stato per ben tre settimane dopo il rapimento, non aveva rilasciato alcuna dichiarazione, nonostante tutto il Paese manifestasse la propria collera e chiedesse il massimo impegno delle autorità per la liberazione delle ragazze.

A un anno dal sequestro, il 14 aprile 2015, nonostante la campagna mondiale #Bringbackourgirls (riportateci le nostre ragazze), delle giovani non c‘è ancora alcuna notizia. 356 giorni di agonia per le famiglie che però non intendono arrendersi.

“Speriamo che il presidente – diceva allora Battah Ndirpaya, segretario nazionale dell’Associazione per lo sviluppo dell’area di Kibaku – mantenga la parola e riesca a farle liberare prima della scadenza del suo mandato, il 29 maggio 2015. Ma se dovesse fallire speriamo che il nuovo presidente ci riporti le nostre ragazze”.

Nella primavera del 2015 si torna a sperare. L’esercito nigeriano riesce a liberare 275 tra donne e bambini che Boko Haram teneva in ostaggio nella foresta di Sambisa, feudo degli estremisti islamici. Ma delle ragazze di Chibok non c‘è traccia.

Nel gennaio 2016 il nuovo presidente Muhammadu Buhari ha fatto ripartire le indagini. Ma senza alcun risultato. Per i genitori, come Esther Yakubu, non ci sarà alcuna tregua fino a quando le giovani non torneranno: “Mi manca mia figlia. Perché lei è il mondo intero per me. La felicità, la gioia, per me non esistono più. Non mi sento più un essere umano completo senza mia figlia. Sappiamo che non torneranno tutte, ma vogliamo che ne torni almeno una, in modo che ci possa raccontare quel che è accaduto alle altre. Boko Haram non può essere dichiarato sconfitto senza il ritorno delle nostre ragazze”.

*Link utili*

Cos‘è Boko Haram
Com‘è nato e come può essere fermato Boko Haram