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Siria: le reazioni all'annuncio del ritiro russo

L’annuncio del ritiro russo, per quanto parziale, ha colto tutti di sorpresa: allo scetticismo dell’opposizione siriana fa da contraltare la fiducia

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Siria: le reazioni all'annuncio del ritiro russo

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L’annuncio del ritiro russo, per quanto parziale, ha colto tutti di sorpresa: allo scetticismo dell’opposizione siriana fa da contraltare la fiducia di quanti appoggiano il governo di Damasco nei confronti di un alleato che, ai loro occhi, si è dimostrato affidabile. A Damasco approvano l’azione russa:

“Un passo come questo dimostra che la presenza russa in Siria è amichevole, e non è un’occupazione”.

“La Russia svolge bene il suo ruolo, nel caso della Siria. Riducono le loro forze come richiesto dalla situazione”.

Resta da vedere quanto sia definitivo il ritiro russo. A Teheran, un analista mette le mani avanti: tutto dipende dai negoziati, ma prima ancora dal rispetto della tregua in corso:

“Se fallissero i negoziati, penso che i russi tornerebbero in Siria. Se fosse violato il cessate il fuoco da diversi gruppi politici in Siria, allora l’intervento militare sarebbe la sola opzione per la Siria, e in quell’opzione la Russia avrebbe chiaramente un ruolo fondamentale”.

Un altro analista, in questo caso un esperto del Golfo formato negli Stati Uniti, sottolinea che il ritiro russo rappresenta probabilmente un cambio d’atteggiamento nei confronti di Assad: dopo averlo tutelato, Mosca lo spingerebbe ora al negoziato:

“Penso che questa mossa sia significativa per il futuro di Assad e dei suoi amici, perché li rende parte del processo negoziale. È come se il fratello maggiore avesse preso per l’orecchio il minore e gli dicesse ora che cosa deve fare”.

Dopo cinque anni di conflitto la popolazione che sopravvive tra le macerie, con enormi difficoltà a rifornirsi dei beni essenziali e senza la gran parte degli altri aspetti che fanno la quotidianità, guarda con speranza a Ginevra, ma anche con estremo scetticismo.