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Yanis Varoufakis: "Il mio movimento per salvare l'Ue da se stessa"

Si è scontrato con l’establishment europeo e alla fine ha dovuto dimettersi. Ora il cattivo ragazzo della politica europea è tornato con un nuovo

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Yanis Varoufakis: "Il mio movimento per salvare l'Ue da se stessa"

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Si è scontrato con l’establishment europeo e alla fine ha dovuto dimettersi. Ora il cattivo ragazzo della politica europea è tornato con un nuovo desiderio di rivalsa. L’ex ministro delle Finanze greco, ha dato vita a un movimento il cui scopo, dice, è quello di riportare la democrazia nell’attività decisionale europea. Per parlare del futuro e anche dello spinoso passato, Isabelle Kumar ha incontrato ad Atene Yanis Varoufakis.

Chi è Yanis Varoufakis?

  • Yanis Varoufakis è un economista e politico greco naturalizzato australiano
  • E’ arrivato alla notorietà con la nomina a ministro delle Finanze nel gennaio del 2015
  • Si è duramente scontrato con i rappresentanti della Troika e i leader europei in occasione del terzo accordo per il salvataggio della Grecia
  • Ha lasciato il governo nel luglio 2015 per via delle divergenze sul terzo accordo per il salvataggio del Paese
  • Nel febbraio 2016 ha lanciato il movimento paneuropeo DiEM25
  • E’ un amante delle moto
Isabelle Kumar, euronews “Ci sono molti movimenti critici nei confronti dell’Unione Europea, gruppi politici, sia di destra che di sinistra. In che cosa DiEM25 è diverso?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Non è un movimento di critica nei confronti dell’Unione Europea, è un movimento che ha lo scopo di salvarla da se stessa. L’Unione Europea si sta disintegrando, da qualsiasi parte guardiamo, lungo i confini, i diversi confini: abbiamo nuove recinzioni, nuove richieste di filo spinato elettrico per frenare la libertà di movimento, nuove divisioni che emergono nella testa delle persone, i governi sono ripiegati su loro stessi e sono ostili all’idea di solidarietà nell’Unione Europea. L’Eurozona si sta disintegrando molto velocemente.”

Isabelle Kumar, euronews
“Questo mi porta alla prossima domanda. Abbiamo chiesto al nostro pubblico di mandarci domande per quest’intervista attraverso i social media. Jefferson Mattewa chiede: “Come vede il futuro dell’Unione Europea? Come sarà tra 10 anni se le cose non cambiano?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Non esisterà. Sarà in qualche modo una versione farsesca dell’Unione Sovietica. Di certo, fortunatamente l’Unione Europea è ancora il regno della libertà personale: non abbiamo il KGB o i Gulag, ma le analogie sono tali da non poter rassicurare. Se ci si pensa, l’Unione Sovietica era un’entità economicamente non in salute, che era tenuta insieme da volontà politiche e autoritarismo. Più cerchi di tenere insieme una vasta entità, multinazionale, che non può sopravvivere e più lo fai con l’autoritarismo, più rischi che imploda. E il costo di questa implosione è terribilmente alto.”

Isabelle Kumar, euronews
“Non pensa che questo sia un po’ estremo, non si preoccupa che con un punto di vista così estremo perderà il sostegno?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“A volte c‘è bisogno di esagerare per far capire un concetto. Non c‘è dubbio che ci sia dell’esagerazione in questo, ma non è assolutamente estremo. Tutte le decisioni importanti sono state spostate al livello di Bruxelles e Francoforte (pensi alla commissione Europea, alla Banca Centrale, il meccanismo europeo di stabilità e così via) ed è una mancanza di democrazia assoluta.”

Isabelle Kumar, euronews
“Questo è discutibile, no?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Certo, ecco perchè stiamo avendo questa conversazione. Ma non ho dubbi che se lei fosse stata con me nel periodo in cui ho partecipato a tutti quei meeting, sarebbe d’accordo con me. E’ un oltraggio alla democrazia, un oltraggio.”

Isabelle Kumar, euronews
“Lei ha detto che le piacerebbe avere i filmati di quelle riunioni a porte chiuse…”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Certamente”

Isabelle Kumar, euronews
“E se quei meeting della scorsa estate fossero stati filmati, pensa che la storia avrebbe preso un corso diverso?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Sì”

Isabelle Kumar, euronews
“Perchè?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Lasci che glielo spieghi così: ho sentito dire cose lì dentro da ministri ed importanti burocrati, che non sarebbero mai state pronunciate se la gente che paga i loro stipendi e che li ha votati avesse avuto modo di guardarli e di ascoltarli…”

Isabelle Kumar, euronews
“Mi faccia un esempio.”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Quando il 25 giugno, in quanto rappresentante della Grecia in qualità di ministro delle Finanze, mi è stato presentato un ultimatum della Troika (riguardante la politica economica che avremmo dovuto accettare, le riforme, il modello di finanziamento, eccetera, ..) ho cominciato a discutere con il capo della BCE, con il ministro tedesco delle Finanze, con il capo del Fondo Monetario Internazionale. E tutti e tre hanno confessato, e uso questo termine con cognizione di causa, hanno confessato che questo programma non avrebbe comunque mai funzionato. Posso assicurarle che non mi sarebbe mai stato posto un ultimatum se i nostri elettori, se l’opinione pubblica nel mondo, se lei come giornalista, aveste seguito questa riunione in diretta.”

Isabelle Kumar, euronews
“Loro dicono che erano pronti a un compromesso, che lei ha provato a forzare per il referendum. Dicono che il compromesso era molto vicino.”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“E questa non è una magnifica ragione per la quale la nostra proposta di trasmettere i meeting in diretta è più che mai pertinente? Perchè : io ho detto, loro hanno detto… Perchè i nostri elettori non possono seguire in tempo reale quello che diciamo?”

Isabelle Kumar, euronews
“E’ vero che ha registrato queste riunioni?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Sono molto fiero di averlo fatto e chiunque può sfidarmi se vuole. La prima riunione è durata 10 ore e posso assicurarle che sono uscito da lì totalmente stordito ed estermamente esausto e stressato. Sono occasioni davvero stressanti. Volevo uscire dalla riunione e fare un resoconto preciso di chi aveva detto cosa al mio premier, al mio ministero, al mio parlamento e all’opinione pubblica europea. Quindi ho chiesto alla mia segretaria una trascrizione del dibattito e lei mi ha risposto che non ce n’erano. Ho detto:“cosa?” Poi ho capito che era vero, ero sconvolto. Da quel momento in poi ho registrato tutto usando il mio telefono.”

Isabelle Kumar, euronews
“ Divulgherà quelle registrazioni?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“No, mai. Le sole informazioni che avete di quello che è successo arrivano da sms e fughe di notizie sul Financial Times da parte di persone che erano presenti. Non è il modo di condurre una democrazia. Non è un modo di condurre un organo decisionale, le cui scelte determinano il futuro di milioni, di centinaia di milioni di europei.”

Isabelle Kumar, euronews
“Torniamo al suo movimento, Diem25, perchè fondamentalmente lei punta ad avere l’appoggio sia della destra che della sinistra. Visto che lei è molto legato alla sinistra radicale, come può essere possibile?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Torniamo al 1930. Un anno prima c‘è stato il crollo di Wall Street. Lei sa cosa è successo dopo in Europa: la moneta comune dell’epoca ha cominciato a vacillare. Era l’oro allora, oggi è l’Euro. E poco tempo dopo, gli europei hanno cominciato a scontrarsi gli uni con gli altri con risultati catastrofici.Penso – e siamo tutti d’accordo senza dubbio – che il dovere dei democratici del tempo era quello di riunirsi, mettere da parte le loro differenze – sia che fossero pro-mercato, pro-tassazione, contro la tassazione, di destra, di sinistra, e via dicendo- e di smettere di scivolare nell’abisso che è arrivato più tardi, che ha portato alla Seconda Guerra Mondiale. Penso che ora siamo nella stessa situazione.”

Isabelle Kumar, euronews
“Pensa di essere la persona giusta per dirigere questo movimento?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Forse no. Ma perchè non lo fa qualcun altro? Mi piacerebbe tantissimo seguire qualcun altro.”

Isabelle Kumar, euronews
“Le pongo un’altra domanda che arriva dai social media. Arriva da qualcuno che si fa chiamare Minotavros. E abbiamo notato…”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Il Minotauro ha fatto la domanda?”

Isabelle Kumar, euronews
“Il Minotauro ha fatto la domanda. Abbiamo constatato da alcuni commenti sui social network che alle sue spalle in Grecia si dicono diverse cose. La domanda è:“Come può Varoufakis sistemare l’Europa quando ha sfasciato la Grecia?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“C‘è un’affermazione interessante e al tempo stesso totalmente falsa nella domanda. Se avessi sfasciato la Grecia, sarei in prigione. Sarei ben lontano dall’essere il cuore di un movimento democratico in Europa. Ma non ho sfasciato la Grecia. Non sono così importante da avvicinarmici neanche. Come ha detto lei ci sono delle reazioni violente contro di me in Grecia. Forse dovrebbe guardare i sondaggi.”

Isabelle Kumar, euronews
“Come si posiziona nei sondaggi?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Non male, non troppo male. Anche quando ero ministro c’era questa differenza abissale tra la gente per strada – sul tasso di gradimento di cui godevamo io e il mio governo- e quello che dicevano i media.Se lei fosse stata in Grecia
durante il referendum, ogni canale televisivo, ogni giornale, tutti, dipingevano me e Syriza come Mefistofele, come quelli che distruggevano la Grecia. Mettevano in guardia i greci dicendo loro che se avessero deciso di votare “No” al referendum sarebbe arrivata la fine del mondo, l’Armageddon. E cosa hanno fatto i greci? Hanno votato per il 62% contro il piano di salvataggio e le misure di austerità.”

Isabelle Kumar, euronews
“Torniamo alla Troika e alle negoziazioni. Lei si confrontava con alcuni dei politici e degli economisti più esperti che l’Europa conosca. Si è mai sentito in qualcosa che era al di sopra delle sue possibilità? “

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Avrei potuto sentirmi così, se avessi visto dei risultati rispettabili. Mai prima il FMI era andato in un Paese per cinque anni, in collaborazione con la Bce e con tutti quei meravigliosi esperti,(meravigliosi ed esperti tra virgolette…). E il risultato è stato la perdita del 30% del reddito nazionale, l’aumento della disoccupazione dall’8 al 28%, il collasso totale del sistema bancario, soldi prestati dai contibuenti europei, 50 miliardi dati alle banche che non sono più riuscite a uscire dalla bancarotta. E’ stata una completa catastrofe. Mi sono confrontato con queste persone con immenso rispetto, ma non potevo avere lo stesso rispetto per il programma che avevano stabilito.”

Isabelle Kumar, euronews
“E’ vero che è quasi venuto alle mani con il presidente dell’Eurogruppo?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“E’ totalmente falso. Certo, abbiamo avuto disaccordi. C‘è stato un momento in cui entrambi abbiamo alzato i toni, ma solo per qualche secondo. Vorrei che ci fossero state delle telecamere durante queste riunioni così nessuno avrebbe dovuto basarsi su questi “io ho detto, lui ha detto” e sulle fughe di notizie. Alla Casa Bianca, ad esempio, tutto è registrato. Al museo Lyndon Johnson, il museo presidenziale a Austin, in Texas, nella biblioteca presidenziale di George W. Bush, si possono ascoltare tutte le conversazioni che hanno avuto luogo. E’ fantastico. Perchè significa che noi, rappresentanti del popolo agiamo sempre sotto il controllo dello sguardo della gente. Non abbiamo niente di simile in Europa. E dovremmo averlo.”

Isabelle Kumar, euronews
“Ci sono molte domande ancora ma una delle più importanti è: se ne è andato per sua volontà? E’ stato spinto dalla Troika? Dal suo premier Alexis Tsipras? Cosa è successo?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Beh, posso rispondere correttamente a livelli diversi. La risposta veloce è che mi sono dimesso. Sono stato invitato a restare all’interno del governo ma non ho potuto farlo in quanto ero in completo disaccordo con la conversione del “no” in un “sì”. La Troika voleva chiaramente marginalizzarmi e buttarmi fuori dal governo, per una semplice ragione, che non era personale. Adesso, forse c‘è qualcosa che il nostro pubblico non sa: gli accordi di questo genere nell’Eurozona sono firmati dai ministri delle Finanze, non dal premier, non dal presidente, non da Dio e dai suoi angeli ma dal ministro delle Finanze. Quindi, loro sapevano che non lo avrei firmato, ero un ostacolo per l’estensione della crisi e della sua pretestuosa risoluzione con un altro prestito insostenibile.”

Isabelle Kumar, euronews
“Vorrei farle un’altra domanda. E’ da parte di Eliuas Toumasatos che dice:” Se avesse una seconda possibilità come ministro delle Finanze, cosa farebbe di diverso?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Vorrei fare una domanda prima di rispondere a questa domanda: con il senno di poi? Sapendo cosa è successo? Perchè con il senno di poi, tutto quello che fai è diverso”

Isabelle Kumar, euronews
“Col senno di poi. Diciamo che ha visto come sono andate le cose. Cosa avrebbe fatto di diverso?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“E’ una domanda molto difficile. Il mio primo dilemma è se mi sarei candidato per diventare ministro. Il secondo dilemma, in caso di successo, sarebbe stato come rapportarmi con i membri del mio ministero che non erano d’accordo con la strategia che avevamo pianificato. Per ultimo, un errore che riconosco di aver fatto, e probabilmente non avrei dovuto fare, anche senza senno di poi, è stao mettere la mia firma sull’estensione dell’accordo per il salvataggio della Grecia fino alla fine di giugno. E la ragione per cui lo dico è che già allor avevo abbastanza prove che la Troika non intendeva onorare lo spirito dell’accordo dell’eurogruppo del 20 febbraio, che era molto importante.”

Isabelle Kumar, euronews
“Alexis Tsipras recentemente ha detto che la Grecia è a un punto di svolta, che l’economia ricomincia a crescere”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Ho sentito dire questa cosa per cinque anni, sei ormai, da diversi primi ministri che poi si sono arresi al fallimento del programma. Non succederà, non ci sono prove. Sarei il primo ad essere felice se ci fossero le prove.”

Isabelle Kumar, euronews
“Perchè lo dice allora?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Perchè il signor Samaras ha detto la stessa cosa due anni fa?”

Isabelle Kumar, euronews
“Per restare al potere? Al momento Syriza è indietro nei sondaggi rispetto a Nuova Democrazia.”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“E’ una combinazione di cose. E’ un desiderio (tutti esprimiamo desideri, ci piace immaginare che qualcosa succederà perchè vogliamo che succeda). E il fascino del potere. E un tentativo di ispirare la gente tramite il pensiero positivo. Ma non funzionerà. Bisogna cambiare i fondamenti.”

Isabelle Kumar, euronews
“Quindi Tsipras e Syriza si sono venduti?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Guardi, noi della sinistra abbiamo una lunga e stressante storia di voltafaccia, di boicottaggi reciproci, di denunce reciproche, siamo arrivati a spedirci perfino nei Gulag gli uni con gli altri. E sono l’ultima persona che girerebbe le spalle a un compagno come Alexis e che ne parlerebbe male. Siamo molto diversi. Questi sono tempi difficili, io mantengo le mie convinzioni, ma non parlerei male dei miei compagni anche se non andiamo più d’accordo.”

Isabelle Kumar, euronews “Anne Laure Poirot chiede: Le dispiace non essere parte del governo adesso?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“No, per niente.Perchè il punto fondamentale di essere al governo è migliorare le cose. Se la sola condizione per la quale puoi mantenere un incarico ministeriale è adottare le politiche che sai già che falliranno, qual è il punto? A meno che tu non ami particolarmente l’incarico. E non è il mio caso”.

Isabelle Kumar, euronews
“Cosa ha imparato si se stesso nei mesi in cui era al potere?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Cosa ho imparato di me stesso? Ho imparato che posso essere molto più calmo di quanto non immaginassi, anche tra mille bugie sconcertanti. Ho avuto la conferma che non mi piace il potere. La politica è divertente finchè riguarda le convinzioni politiche.”

Isabelle Kumar, euronews
“Un mio amico dice che lei è un grande professore ma un pessimo politico. Cosa ne pensa?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Alcuni dei miei studenti probabilmente direbbero l’opposto. Non lo so, non sono il giudice di me stesso.”

Isabelle Kumar, euronews
“Ci sono state diverse discussioni sul fatto che le piacesse o meno tutta l’attenzione dei media che ha attirato. Forse per via del suo abbigliamento casual, della sua moto e del suo giubbotto di pelle, non so. Ma le ha dato alla testa?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“No, per niente. Era più che altro un impedimento, una distrazione, una noia perchè io stavo cercando di fare un lavoro molto difficile. Il giorno in cui sono diventato ministro ho avuto una riunione al ministero del Tesoro in cui mi è stato detto che entro 11 o 12 giorni la Grecia rischiava la bancarotta, che dovevamo scegliere tra rimborsare il Fmi o pagare le pensioni. Quando ti trovi in una simile situazione quello di cui hai bisogno è tranquillità. Quindi tutto quello che lei ha descritto era solo una distrazione.”

Isabelle Kumar, euronews
“Quindi allora perchè si è fatto fotografare nel suo appartamento da magazine patinati?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“E’ stato un grosso errore. Posso spiegare tutta la storia. Dimostra solo quanto io sia ingenuo quando si tratta del rapporto coi media: non ho mai toccato una copia di Paris Match in vita mia. Quindi quando mi è stata chiesta un’intervista ho risposto:” Ok, farò l’intervista, poi la leggerò e se mi piace, si può fare”. E l’intervista era molto buona. Ma non immaginavo che ci sarebbero state tutte quelle foto. Ho fatto tutto di fretta, dovevo vedere il premier 15 inuti dopo, non ci ho pensato due volte e ho dato l’ok. Non c‘è dubbio che questa sia una delle cose di cui mi pento”.

Isabelle Kumar, euronews
“Un’ultima domanda su un’altra questione che ha creato polemica: l’ammontare del suo cachet per i suoi interventi in tv o i suoi discorsi in eventi pubblici. Dicono che chieda cifre astronomiche. Come rientra questa cosa nei suoi principi di sinistra?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“E’ interessante che lei abbia letto gli articoli che mi criticano ma non la mia risposta che è sul mio blog e che è stata largamente diffusa. Sa quale è stata la mia risposta? Fare quello che io sostengo tutti dovremmo fare. La completa trasparenza. Quindi sul mio blog c‘è una lista di 24/25 discorsi che ho tenuto dopo le mie dimissioni. Ho dimostrato che sono stato pagato per tre di questi. E ho scritto quanto. Piena trasparenza. Perchè mi faccio pagare? Preferirebbe che le spese per la creazione di un movimento politico o un partito fossero coperte da donazioni segrete provenienti da corporazioni? E’ trasparenza questa? Vorrei che tutti i politici indicassero le fonti dei loro fondi, come ho fatto io.”

Isabelle Kumar, euronews
“Abbiamo iniziato l’intervista guardando a come potrebbe essere l’Europa tra 10 anni se niente cambiasse. Se potesse avere l’Europa che vorrebbe tra 10 anni, come sarebbe?”

Yanis Varoufakis, ex ministro delle Finanze greco
“Un’Europa federale in cui c‘è una Costituzione scritta insieme, come risultato di un’assemblea costituzionale, con rappresentanti eletti a livello pan-europeo, quindi i francesi possono votare per i greci o per i tedeschi per rappresentarli nell’assemblea e viceversa. Dove si possa avere un governo federale basato su un voto per persona. La domanda è come ci arriviamo? Questa è la difficoltà. Come riuscire a fermare la caduta libera in cui ci troviamo, stabilizzare economia, politica e geopolitica e impedire la formazione e lo sviluppo di nuove divisioni. E muoverci verso una prosperità condivisa che possa diventare di nuovo un sogno collettivo.”