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Ipotesi Brexit: le reazioni della gente

Mentre la city di Londra e la borsa, alla notizia delle possibilità di Brexit scivolano in basso, trascinando con sé la sterlina, ai minimi da sette

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Ipotesi Brexit: le reazioni della gente

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Mentre la city di Londra e la borsa, alla notizia delle possibilità di Brexit scivolano in basso, trascinando con sé la sterlina, ai minimi da sette anni sul dollaro, la reazione della gente comune alla prospettiva che il Regno Unito esca dall’Unione europea a seguito del referendum di questa estate, è varia.

Dice un uomo: “Sono tendenzialmente favorevole a rimanere in Europa credo solo che ultime due settimane, insomma gli ultimi tempi, Cameron e i ministri e premier europei hanno cercato di gettare del fumo negli occhi raccontando che hanno cambiato un sacco di cose quando in realtà tutto è rimasto uguale a prima”.

Un altro aggiunge: “Non credo che il Regno Unito possa soppravvivere da solo senza l’Europa, credo che un sacco di compagnie, soprattutto nei centri finanziari, se ne andrebbeo dall’Europa e questo è male per la nostra economia”.

Qualcuno però, il Regno Unito fuori dall’Europa lo chiede e non è necessariamente una parte minoritaria della popolazione.

Dice una donna: “Non mi piace che non siamo liberi di prendere decisioni di prendere il destino nelle nostre mani. Abbiamo perso il controllo dei nostri confini, non ho problemi ad avere qui gente dell’Europa dell’est, a patto che rispettano le nostre regole”.

Una donna dice: “Troppa gente approfitta del sistema sociale e non fa niente. Semplicemente non va bene”.

I numeri però dicono altro. Le cifra vanno prese con cautela, ma, secondo Goldman Sachs, con una Londra fuori dall’Europa, la riduzione del Pil britannico nell’arco di cinque anni potrebbe raggiungere i quindici-venti punti percentuali.